Il destino del papa russo

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Centoventotto cardinali riuniti in conclave da tre settimane insonni e febbrili, nove votazioni, altrettante fumate nere. Il mondo è chiuso fuori, i contatti sono assolutamente vietati, ma l’Organizzazione si è assicurata che due di loro abbiano un microcellulare e lavora alacremente in parallelo a loro per scrutare vite, riempire dossier, monitorare conversazioni, seguendo al contempo attentamente i lavori. Sono molteplici le sfaccettature della missione di cui è investita l’Organizzazione, oltre a controllare vite ha anche compiti di arruolamento delle menti ritenute più geniali e d inclini alla Causa tra finanzieri, politici, economisti, intellettuali. Da tre settimane una sezione dell’Organizzazione è dedita d affiancare i lavori del Conclave. Il Referente è in costante contatto con il Cardinal Murelli e con il Camerlengo Bergander. Papa Francesco è appena moto e molte delle fazioni presenti sperano in un svolta decisiva nel Papato e di conseguenza nella Chiesa e negli equilibri geopolitici del pianeta. Da tre settimane i cardinali si affannano per cercare di far prevalere un candidato, una fazione, una visione della Chiesa ma bene presto a Cardinal Emmanuel Bernhard della Curia Francese diventa chiaro che l’impasse generatosi potrebbe andare avanti ad oltranza senza che qualcuno tenti una mossa dirompente: la fazione che vorrebbe il papato in capo ad un italiano come il cardinale Bertini dopo quarant’anni di papi stranieri, capeggiata dal Patriarca di Venezia, Santi , non ha voti sufficienti ma non li ha nemmeno la fazione che vorrebbe il Seggio di Pietro presieduto dal Cileno Durez, capeggiata dal Cardinale Paul Conrad della Diocesi di Washington. E poi c’è il piano che si sta formando nella mente del Camerlengo e del Referente e che coinvolge il Cardinale Gutierrez…

Bernhard ha in mente un piano semplice, che prevede di far convogliare i voti su un outsider che non veste nemmeno la porpora cardinalizia, l’Arcivescovo di San Pietroburgo Nikolaj Sofanov che, se avrà successo porterà alla riunificazione della Chiesa Cattolica e di quelle ortodosse e bizantine, compiendo il disegno condiviso nei dialoghi tra il Papa e il Metropolita Kirill svoltisi a Cuba poco prima della morte del Pontefice. Sofanov è un uomo stimato da tutti per la levatura intellettuale e per l’altissima qualità del lavoro svolto nel corso degli anni a favore della causa del riavvicinamento delle due Chiese. Ha inoltre dalla sua una solida amicizia con Vladimir Putin sin dai tempi dell’infanzia con il quale condivide la convinzione che se le due Chiese si riunificassero sarebbero in grado di cambiare gli assetti geopolitici in Europa. L’Ascesa al soglio di Pietro di Metodio porterà, però ben altre, imprevedibili, funeste conseguenze per tutti gli attori che ne hanno orchestrato la sceneggiatura: a partire dal cardinale Berhard, fino allo stesso Nikolaj, depositario di un segreto che gli ha influenzato la vita da quando gli è stato rivelato a Fatima e che si riverbererà malevolmente anche sulla fedele Natalia, che lo ha seguito da San Pietroburgo per continuare a servirlo come ha sempre fatto. Il destino del papa russo è intuibile sin dalla prima riga dell’ordito che vuole essere complesso ma finisce per diventare solo caotico e banale. Non ci sono sorprese in questo ennesimo prodotto letterario infarcito di Massoneria, Organizzazioni segrete, veleni reali e figurati, intrighi di curia trovate da bassa cucina. Non vi sono soprassalti in una trama che scorre piatta, senza soprassalti né suspense, alternando fatti storici e divagazioni sulle gnosi delle varie confessioni, le centinaia di personaggi che ne affollano le pagine sono appena tratteggiati, senza spessore potrebbero essere stati presi a prestito da una delle migliaia di altre opere che sono state scritte in tutto il mondo sull’argomento. Nonostante il giornalista Mauro Mazza produca un campionario di ecclesiastici intriganti, pettegoli, maligni, perniciosi, malversatori e probabili assassini, riesce con la destrezza che deve aver affinato in anni di servizio al TG2, a non inimicarsi nessuno, a non produrre nulla che possa urtare la sensibilità di alcuno. I sospetti sono velati, accennati, le trame oscure, hanno un fine che trascende la meschinità dei mezzi impiegati per attuarle.



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