Il detective selvaggio

Il detective selvaggio
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Phoebe Siegler, newyorchese di Manhattan, vola fino ai sobborghi di Los Angeles sulle tracce di una ragazza scomparsa: Arabella, la figlia della sua amica ed ex datrice di lavoro Roslyn Swados. Phoebe e la giovane hanno un rapporto speciale, un legame che la spinge ad aiutare Roslyn e partire seguendo un’intuizione. La passione frenata di Arabella per Leonard Cohen, che negli anni Novanta visse a Mont Baldy, in California, presso un monastero zen. Oggi la zona è territorio di strane comunità, avanzi hippie che vivono nel deserto. Charles Heist è un bizzarro detective, “era burbero, austero e ripiegato su sé stesso come un chitarrista emo intento a caricare l’attrezzatura dopo un concerto”. Così almeno lo vede Phoebe. Un uomo selvaggio e di poche parole, trasandato ma che è anche la sola possibilità di trovare Arabella. L’ufficio dove Heist lavora rispecchia la sua personalità. Un cassetto della scrivania ospita un opossum malaticcio, in un armadio vive una strana ragazzina, eppure c’è in lui qualcosa di estremamente affascinante, che attira Phoebe. La strana coppia inizia la sua ricerca sulle colline e nel deserto che circonda Los Angeles, un luogo fuori dal mondo dove vivono uomini e donne emarginati, volutamente allontanatisi dalla società e che Heist sembra conoscere benissimo. Un legame che viene dal passato e che è anche un richiamo verso un mondo e un tempo dai quali stava cercando di tenersi alla larga. L’avventura di Phoebe alla ricerca di Arabella è rocambolesca ed è appena cominciata, tra comunità dai nomi bizzarri come Conigli e Orsi, combattimenti tra re e ruote panoramiche in disuso che diventeranno gabbie per prigioni sospese…

“In me c’è una specie di interruttore che in determinate circostanze fa scattare un cicaleccio da figlia-unica-di-psichiatri-pazzi”. Così si definisce Phoebe Siegler la quale, sulle tracce di una ragazza sbandata, finirà per trovarsi in un mare di guai e in un mondo parallelo fuori dal tempo e nel quale vivono due comunità un tempo unite e che ora risiedono separate, a volte facendosi anche la guerra, mentre dall’altra parte, nella vita reale, Obama se ne va e al suo posto sta per arrivare qualcuno molto simile a un flagello, “un piazzista intento a corteggiare il Congresso”. In effetti, la ricerca di Arabella è anche la ricerca della vera Phoebe, che nel deserto se ne va per ritrovarsi, mettersi alla prova. La maestria di Lethem gli permette di ammucchiare palate di situazioni di ogni genere e tipo: grottesche, romantiche, erotiche, violente, politiche e farci tutto un calderone mescolato con il sacro mestolo dell’umorismo più fine. Il risultato è che avremo nel piatto un minestrone gustosissimo, pieno di sapori e odori. I personaggi di Heist e Phoebe sembrano distanti anni luce, eppure finiscono per unirsi perché si sa che gli opposti si attraggono. Lui, quasi orso e lei quasi coniglio. Una coppia di animali bizzarri che sulla carta non potrebbero stare assieme ma che invece funzionano benissimo. E il loro viaggio, in un’America che più America di così non potrebbe essere, è un’esperienza quasi lisergica sulle tracce di un cantante come Leonard Cohen, che di sguincio vi seguirà rincorrere vecchi nostalgici hippie e giovani ragazze smarrite.



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