Il Diamante dell’Harem

Il Diamante dell’Harem
1604. In un piccolo e umile villaggio sulla costa meridionale dell’Italia, una strana e misteriosa creatura è stata trasportata a riva dalle onde del mare. Una giovane donna muta e dalle gambe deformi che dà alla luce un bimbo con le sembianze di una sirena. La gente del posto ne è terrorizzata. Un uomo proveniente da Messina, un certo signor Bocelli, cerca in tutti i modi di convincere il capo di una compagnia femminile di acrobate itineranti, diretta a Venezia, a portarsi via madre e figlio. E pur di riuscirci è disposto a pagare profumatamente. È solo superstizione o c’è qualcosa di più? Chi è realmente la donna e cosa nasconde? Venezia. Il famoso e ricco mercante della Compagnia del Levante Paul Pindar, di ritorno da Costantinopoli dopo la sua missione come ambasciatore per la Corona inglese, sembra essersi dato completamente al gioco e all’alcool. Sono passati diversi anni eppure l’uomo, ormai ridotto all’ombra di se stesso, continua ad essere perseguito dal ricordo della sua amata Celia, la promessa sposa scomparsa in seguito a un naufragio e che, secondo alcune voci, potrebbe essere stata rinchiusa all’interno dell’harem del sultano ottomano. Solo la notizia di un magnifico diamante, soprannominato “l’Azzurro del Sultano”, che si dice stia circolando tra le case da gioco veneziane, sembra riscuoterlo dal suo dolore. Entrarne in possesso diventa la sua unica ragione di vita perché qualcosa gli dice che il diamante stesso possa essere la chiave per ritrovare Celia. Ma Pindar non è l’unico interessato ad avere questo gioiello di inestimabile valore. A pochi passi da li, su un isola della laguna veneziana, tra le segrete mura di un convento di suore di clausura,  Annetta è pronta a prendere i voti e a iniziare una nuova vita. Un segreto sembra, però, opprimerle il cuore. Una promessa fatta molto tempo prima, quando si trovava in una terra straniera, torna a tormentala ogni notte. Intanto nell’ombra, una mano invisibile sembra aver dato il via ad un gioco senza regole  in cui ogni mezzo è lecito pur di salvaguardare i propri interessi…
Figlia di diplomatici, grazie ai venticinque anni trascorsi in giro per l’Europa, il Medio Oriente e l’America Latina, Katie Hickman riesce a regalare al lettore  descrizioni di città e luoghi ricche di accuratezza. L’autrice sembra aver trovato nel romanzo storico il suo genere per eccellenza: in questo in particolare, la storia riprende le fila di quella narrata ne Il giardino delle favorite,  bestseller pubblicato  nel 2008 sempre da Garzanti. Sono trascorsi, però, quattro anni dal termine della precedente storia. Costantinopoli è ormai lontana, così come tutti i misteri e gli intrighi celati dietro ai cancelli dell’harem del sultano Mehmet III. Ci troviamo ora in Italia, immersi tra le calli e i canali della Serenissima. Ritroviamo nuovamente Paul Pindar –  personaggio, tra l’altro, realmente esistito –  e il suo servo John Carew, insolente, scaltro, perverso, ma che risulta essere, in questo romanzo, un personaggio molto più attivo e simpatico rispetto a Pindar stesso. Se il precedente libro aveva affascinato il lettore soprattutto perché lo introduceva nel mondo interamente femminile dell’harem, con questo sequel la Hickman sembra aver dato prova di maggior convinzione e coinvolgimento. Tre storie diverse che sembrano avere un filo comune: il diamante del Sultano, l’unico vero protagonista della storia. E poi Venezia, descritta in modo impeccabile, una Venezia del Seicento in cui non potevano mancare la figura dell’ebreo commerciante e della prostituta - entrambi ai margini della società - così come la minaccia della peste. Per chi ama i romanzi di ambientazione storica ricchi di intrighi, misteri, segreti e amori, questo è il libro ideale!

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