Il diario di Edith

Il diario di Edith

Edith ha tenuto il suo diario come ultima cosa da riporre negli scatoloni prima del trasloco dell’indomani: lasceranno la loro vecchia casa, a cui lei è tanto affezionata, per trasferirsi a Brunswick Corner, in Pennsylvania. Per lei e Brett, suo marito, è un momento cruciale: i loro progetti sembra stiano prendendo vita. Una casa nuova con un bel giardino, il progetto di realizzare un giornale tutto loro, dare la possibilità a Cliffie, il loro unico figlio, di frequentare le scuole migliori. Tutto questo ha richiesto tanto sforzo, tanta pazienza. Edith scrive ogni tanto i suoi pensieri sul diario. L’aiuta a razionalizzare quando si sente smarrita. Cliffie sembra non voler crescere mai: sempre capriccioso, sempre dipendente da lei, sempre scostante e ai limiti della maleducazione. Brett sembra avere riposto ogni speranza di cambiamento con lui. Edith sa invece, da buona mamma, che Cliffie può migliorare, essere un ragazzo a modo, avere buoni voti. Il trasloco sarà una svolta decisiva. Eppure… la vita riserverà a Edith sorprese amare. Lo zio di Brett si trasferisce da loro perché non riesce più a vivere da solo. Un anziano da accudire a carico suo. Lei e Brett si allontanano sempre più e Cliffie… Cliffie diventa ogni giorno più solo, crudele, arrogante, ingestibile. Edith scrive sul suo diario, fantastica di un mondo che avrebbe potuto essere e che non sarà quasi per darsi una speranza quando tutto attorno a lei sta cadendo a pezzi, quando non sa come puntellare la sua vita…

Il diario di Edith esce in una nuova traduzione di Marisa Caramella per La Nave di Teseo, che pubblicherà in una nuova veste tutta la corposa produzione della scrittrice statunitense Patricia Highsmith, nota al grande pubblico per la saga di Mr Ripley. Romanzo forse considerato dai più come uno di quelli “minori”, Il diario di Edith è la storia di una coppia americana negli anni Cinquanta: il trasferimento in uno dei centri più favorevoli per un progetto editoriale (che non decollerà mai), l’indipendenza di Edith e il suo modo di affrontare in maniera coraggiosa la vita, lo rendono più attuale che mai. Edith si troverà ben presto a dover divorziare, ad accudire un anziano e ad avere un figlio che non riesce in nulla se non guardare la tv e bere birra. Il suo diario rappresenta il suo sfogo, il suo mettere in ordine i pensieri e costruire un mondo migliore che lei non avrà mai. Nelle pagine che scrive Cliffie ha moglie e figli, ha studiato e ha una carriera importante, Brett non l’ha mai lasciata per la sua segretaria. Edith, dal piglio forte e coraggioso, mostra la sua fragilità, la sua debolezza, fa trasparire i suoi desideri. Eppure tiene duro in una società che non contempla il divorzio. Patricia Highsmith conferma il suo immenso talento nel mostrarci il “lato oscuro”, debole, dei suoi protagonisti: è questo quello che le interessa indagare, quello che si nasconde dietro la facciata di perbenismo, di apparente felicità delle comuni famiglie americane. Un romanzo appassionante, una lettura che scorre rapida e che ci tiene sempre incollati: un tesoro nascosto da riscoprire.



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