Il Diavolo

Il Diavolo
Le grottesche peripezie di Bacab, un povero diavolo d’aria, di quella specie che ha per compito di indurre uomini e donne in tentazione carnale. Bacab ha un compito impervio: indurre in tentazione la pronipote della monaca di Monza, volontaria in Africa… Ma quando, dopo aver favorito la gravidanza della giovane con le sue diavolerie, ottiene il suo scopo, il nostro 'povero diavolo' viene convocato dal suo diretto superiore, l’arcidiavolo Delamaz (nel quale è riconoscibile una parodia di Massimo D'Alema), il quale gli annuncia che l’ha combinata grossa, perché la «parte avversa» si è risentita assai e ne è nato un grosso caso politico. Urge aprire una trattativa... Un giovane spagnolo, capitano delle guardie del re nella Napoli di fine Settecento, accetta per scommessa di esibire il proprio coraggio sfidando il diavolo. Evocato, il demonio si materializza sotto le spoglie seducenti di una bellissima giovane donna. Innamorata e tentatrice insieme, la donna-diavolo si lascia prendere dallo slancio naturale della passione, nella quale vuole a tutti i costi attrarre il soldato...
Due racconti sulla 'diavolitudine': Il diavolo che tentò se stesso di Camilleri e Il diavolo innamorato di Cazotte. Operazione editoriale e letteraria ardita, quella di Donzelli: presentare fianco a fianco una deliziosa, misconosciuta fiaba del '700 e l'apologo satirico e sarcastico di uno scrittore di successo, zeppo di richiami all'attualità politica. La genesi di questo libro a due voci merita di essere raccontata: Carmine Donzelli, che aveva letto su un racconto dell'antologia Un mese con Montalbano un riferimento all'opera di Cazotte, contattò Camilleri per chiedergli di scrivere un'introduzione alla nuova edizione de Il diavolo innamorato. Lo scrittore siciliano declinò l'offerta, ma rilanciò proponendo a Donzelli un racconto inedito sull'argomento. Offerta naturalmente ben gradita, che ha prodotto un volume abbastanza insolito per l'asfittico panorama editoriale italiano. Il tono complessivo, libertino e impertinente, e lo stridere dei due linguaggi così diversi fanno infatti di questo libro un ibrido sorprendente, consigliato a chi preferisce la leggerezza dei toni e lo sberleffo alle corrusche atmosfere faustiane.

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