Il dio di carta

Il dio di carta
Nato a Leopoli nel 1924 da una famiglia ebrea e vissuto a Vienna fino all’avvento al potere di Hitler, Erich Linder ha vissuto in Italia dall’età di dieci anni fino al 1983, l’anno della sua morte. Dal dopoguerra in poi avrà modo di mettersi in luce nelle vesti di agente letterario, diventando per oltre un trentennio il più autorevole ed influente burattinaio del mercato editoriale italiano. Uomo schivo ed altero, austero e risoluto, aderisce con rigore metodico e con cinica protervia alla propria occupazione, determinando il successo di alcuni tra i più importanti scrittori italiani e stranieri ed influenzando, in favore di questi ultimi, le politiche economiche delle case editrici. Alla fine degli anni Settanta, all’apice della sua potenza, sotto le proprie ali protettive annovera tra gli altri Arbasino, Buzzati, Fenoglio, Flaiano, Sciascia, Soldati, Vittorini, Volponi, Calvino, Ginzburg, Biagi, Montanelli, Scalfari, Costanzo, Terzani. Con lui hanno dovuto scendere a patti editori del calibro di Mondadori, Feltrinelli, Garzanti e Rizzoli, accettando proposte e suggerimenti quando non veri e propri diktat…< br/> Dario Biagi, giornalista culturale della Rai di Milano, compone un racconto dettagliato della vita personale di Erich Linder: la famiglia, le amicizie, le esperienze come agente letterario, i successi professionali, le debolezze umane. E’ chiara la tendenza a concentrarsi sui fatti, registrando con cura quasi maniacale nomi, date, luoghi, carteggi, testimonianze, senza nulla concedere all’invenzione romanzesca. Benché non manchino vividi dettagli della sua esistenza privata, l’attenzione del biografo non vi si sofferma morbosamente ma ruota sempre intorno al legame con il mondo editoriale, cogliendone le reciproche influenze e suggestioni. Dunque il volume assume piuttosto la forma di un saggio, un resoconto sul panorama letterario italiano, in cui a brillare di maggior forza sono la descrizione dei rapporti con gli editori e i racconti delle frequentazioni con i più importanti scrittori del XX secolo. Se l’autore tradisce ammirazione e rispetto per le innegabili doti del più potente agente letterario italiano, la narrazione non manca tuttavia di cogliere una molteplicità di aspetti della personalità che agganciano l’attenzione del lettore, calandolo nell’atmosfera di un tempo e di un mondo, attraverso un ingresso fino ad oggi utilizzato solo dagli addetti ai lavori.

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