Il Dio perduto

Il Dio perduto
Nato in Bretagna, Pietro di Berengario - chiamato da tutti, o forse autoribattezzatosi Abelardo - è stato un famoso maestro, dotato di un intelligenza vivissima. La sua vocazione era lo studio: si occupò prima di filosofia per poi applicare i risultati raggiunti in questa disciplina alla teologia, di cui fu docente universitario nella città più colta dell’epoca, Parigi, e successivamente nei monasteri in cui visse.  Era un oratore brillante, le cui lezioni venivano seguite da vere e proprie folle di studenti. Per lui la teologia consisteva nella ricerca di una comprensione razionale, per quanto possibile, dei misteri della rivelazione cristiana creduti per fede. Per questo egli intendeva sottoporre la verità della fede all’esame critico dell’intelletto. Insisteva nel considerare l’intenzione soggettiva come l’unica fonte per descrivere la bontà o la malizia degli atti morali. Il suo pensiero gli costò la scomunica papale, il suo amore per la giovane e bella Eloiosa l’evirazione da parte dello zio di lei…
Se fosse vissuto ai nostri giorni lo avrebbero ricordato più per il drammatico epilogo della sua storia d’amore con la giovanissima bella e colta Eloisa, per la quale componeva canzoni che risuonavano lungo le vie di Parigi, che per il merito di essere stato il primo intellettuale moderno in epoca medioevale.  Fortunatamente il bel saggio biografico di Domenico Dante non inclina alla tendenza moderna del gossip; ma ci consegna il degno riconoscimento a un tormentato percorso culturale che ha fatto di Pietro Abelardo l’inventore della teologia nel senso in cui noi la intendiamo oggi. Di un uomo in cui la componente mistica e spirituale si coniugavano in maniera naturale con la passione amorosa. Ma anche di un uomo inquieto che si pose spesso in aperta polemica con illustri colleghi teologi del valore di Bernardo di Chiaravalle. Ne viene fuori la storia di un personaggio dotato di grande intelletto e di grandi passioni, capace nel tempo di fare ordine in una vita che molte volte lo ha visto tra le stelle e la polvere.

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