Il Don Chisciotte

Il Don Chisciotte
Privo di un’architettura narrativa strutturata in maniera conforme ai canoni tradizionali, il Don Chisciotte costringe perennemente il lettore a inseguire il cavaliere errante e il fido scudiero Sancio Panza nelle loro strampalate e visionarie disavventure, avvolgendoli tra dense brume di inestricabili misteri e imbrattandoli in un guazzabuglio di menzogne grottesche e fuorvianti. A incominciare dal giallo che circonda la reale identità dell’ideatore della trama di un’opera di Miguel de Cervantes si dichiara fin da principio padrino ma non padre, la veridicità delle fonti storiche dalle quali vennero attinte informazioni necessarie a evocare lo sfondo su cui è proietta la vicenda narrata, fino alla moltitudine di incongruità e ambiguità che si addensano sulle pagine, finendo per determinare una sorta di tacito patto, di intesa allusiva tra il testo e chi legge. Sicché la via più opportuna per entrare nella grottesca parodia di un malinconico cavaliere errante che saccheggia impropriamente la vita nella storia parallela dei libri di cavalleria, non può che essere quella di ricorrere a un’ammiccante tensione interpretativa…
Pietro Citati inchiostra la carta con un tratto lieve e avvolgente, perfettamente adeguato a illuminare le pieghe tragiche e farsesche dei personaggi che la fervida fantasia di Cervantes porta sulla scena  Con prodiga maestria ci conduce all’interno delle vicende narrate per orientarci tra sfondi, scenari e particolari di spazi aperti e universi paralleli evocati dal genio visionario dell’autore. La sua prosa ora cela e ora sussurra, ma mai svela apertamente, avvolgendo la curiosità del lettore in una delicata sinfonia di parole, nella quale alla luce sfumata del dettaglio realistico corrisponde felicemente il coro pittoresco e visionario di personaggi che pure sono protagonisti di vicende goffe e grottesche. E sembrano integrarsi a vicenda e illuminarsi scambievolmente, contribuendo a sublimare ancor di più l’opera. Insomma, questo nuovo appassionante saggio che il noto critico letterario dedica al Don Chisciotte ha il pregio di rendere ancora più stimolante il fascino della riscoperta di uno dei più celebri capolavori letterari di tutti i tempi. Ne vengono indagati la genesi e gli sviluppi, inquadrando l'opera nel contesto storico e culturale, ma senza soffermarsi sulle interpretazioni e gli studi fatti sul testo nel corso del tempo, Preferendo, invece, offrire uno strumento di lettura agile e a sua volta coinvolgente. 

 

 

 
 
 
 
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