Il dubbio

Il dubbio
In una notte di tempesta un uomo resta con l'auto in panne proprio nei pressi di una grossa villa. L'uomo viene accolto nell'edificio, dove si stanno festeggiando i sessantacinque anni della marchesa Maria Antonietta di Sangro. All'uomo, che dice di essere un ingegnere, tal Luigi De Conciliis, viene offerto in attesa di una sistemazione diversa un posto alla tavolata e vengono presentati gli altri commensali. Il marchese Di Sangro, la signora Venusio, nota astrologa, monsignor Gardini, Stefania, la nipote della marchesa e Giorgio - il suo fidanzato. La discussione che nasce tra i conviviali prendendo spunto dal libro di Monod Il Caso e la Necessità finisce per appassionare tutti i presenti, ovviamente ognuno secondo il suo ruolo e punto di vista. L'astrologa immagina un mondo governato dal destino, l'uomo di fede ovviamente dissente e oppone la sua visione trascendentale della realtà, l'ingegnere aggiunge la variabile del Caso come motore dell'esistenza, il fidanzato della ragazza chiama in causa invece il semplice calcolo delle probabilità. Ma allora anche la fermata dell'auto dell'ingegnere proprio davanti alla loro villa può essere considerata un segno del Destino? O come pensa il monsignore è un atto voluto da Dio? O è semplicemente stata solo una fra le milioni di combinazioni possibili del Caso? … “Che cos'è il tempo? […] E il presente? Esiste sul serio il Presente? Se è vero che il Passato non esiste perché non è più, e se è altrettanto vero che il Futuro non esiste, perché non è ancora, come fa il Presente a esistere, quando è solo una separazione tra due cose che non esistono?” Questo si chiedeva già secoli fa Sant'Agostino. Perché se proviamo a schiacciare una zanzara sul muro con un giornale questa la fa quasi sempre franca? Perché la zanzara ha un tempo diverso dal nostro. E ha una visione talmente rallentata che quel poco che vive le sembra un tempo lunghissimo. Ma allora esiste un tempo universale che vada bene sia per noi che per quel minuscolo insetto?... La geometria euclidea, come si sa fino alla scoperta della relatività, considerava lo spazio delimitato da tre dimensioni, altezza, lunghezza e profondità. Ma il discorso si complica quando alla rappresentazione dello spazio aggiungiamo la quarta dimensione. Che cos'è? Come possiamo immaginarla se non la vediamo? E la quarta dimensione è capace di spiegarci la dimensione dell'Universo?
E' dunque il Caso o il Destino a governare il mondo? E che cosa sono il tempo e lo spazio? Questi sono solo tre dei più grandi interrogativi ancestrali sui quali tutti prima o poi ci siamo ritrovati a disquisire, senza ovviamente riuscire a cavare risposta soddisfacente alcuna, se non quella della cupa frustrazione. Questi sono tre fra i mille interrogativi che anche il filosofo napoletano Luciano De Crescenzo si è portato dietro sin da adolescente e ai quali ora, a oltre mezzo secolo di distanza, ha provato a dare risposta - ovviamente alla sua maniera - grazie a questo godibilissimo volumetto dal titolo esplicativo. Perché tra scienza, fede, filosofia e senso pratico è un bel viaggio quello che il lettore compie assieme all'autore, attraverso i meandri più inesplorati dei segreti che governano la vita dell'uomo e dell'intero universo, passando dall'infinitamente grande all'infinitamente piccolo in poco più di cento pagine. E' chiaro che De Crescenzo ha formulato un compendio che, condensato in così poche pagine, ha la mera pretesa dell'infarinatura in salsa divulgativa - tanto che lo stesso autore in appendice fornisce a chi volesse approfondire preziosi consigli bibliografici sul tema - ma raggiunge bene il suo scopo, grazie alla sua solita verve letteraria, riuscendo alla fine a incuriosire su temi che non hanno certo grosso e facile appeal narrativo a livello nazionalpopolare.

 

 

 
 
 
 
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