Il duomo di Milano

Il duomo di Milano

Pare sia stato l’Arcivescovo di Saluzzo a ordinare che la chiesa cattedrale si sarebbe dovuta costruire sulla stessa area della basilica di Santa Maia Maggiore, tanto amata dai milanesi quanto in cattive e precarie condizioni. Secondo altre fonti tale scelta è attribuita a Gian Galeazzo Visconti, che fra una guerra e l’altra era riuscito a riunire nelle sue mani l’intero Ducato di Milano. Del resto l’Arcivescovo e il Duca erano comunque cugini e si pensa che abbiano parlato a lungo del progetto e dell’impegno finanziario che ne sarebbe derivato. Gian Galeazzo però non aveva dubbi, voleva che il suo ducato fosse il più prestigioso e il più temuto, e tale prestigio passava anche dalla realizzazione di opere che non avevano nulla da invidiare a quelle dei reami di Francia o d’Inghilterra. Oltre che al matrimonio con Isabella di Valois, figlia del re di Francia, il Duca legava la propria fortuna politica alla buona riuscita dell’impresa del duomo e pertanto voleva che nulla si frapponesse fra la realizzazione dell’opera e il suo nome. Si trattava di un’impresa grandiosa, e molti architetti iniziavano a nutrire perplessità, tant’è che Gian Galeazzo decise di inviare al cantiere il suo esperto più fidato, Bernardo da Venezia, già incaricato della realizzazione del castello di Pavia. Il desiderio della corte era replicare le grandi opere di Francia, con il loro meraviglioso stile gotico, ma le forti personalità del cantiere erano in disaccordo e nel 1391 alcuni architetti decisero addirittura di dissociarsi dal progetto…

Giuseppe Valentini è da sempre immerso nel patrimonio storico e architettonico lombardo, basti pensare all’impegno per la sua salvaguardia e alle numerose pubblicazioni volte ad esaltarlo, valorizzarlo e presentarlo al pubblico. Già pubblicato, in versione ridotta e non aggiornata, questo Il duomo di Milano è, come da titolo, un saggio che ripercorre la storia dell’esempio più lampante e famoso di architettura gotica in Italia, opera monumentale per bellezza, complessità e importanza storica. La Madunina, infatti, non è solo simbolo di appartenenza per una città importante come Milano, ma è anche patrimonio nazionale al pari di un Colosseo, di un Golfo di Napoli o di una Piazza San Marco. L’autore ripercorre con attenzione le innumerevoli tappe che hanno portato alla realizzazione del duomo, mettendo in evidenza giochi di potere, desiderio di prestigio, acume politico, geniale creatività artistica e amor per Dio in circa cento pagine ricche di riferimenti bibliografici, immagini, piantine che sono musica per le orecchie tanto dell’appassionato di storia dell’arte quanto di quello di architettura. Molto accurata anche la ricostruzione della Milano del XIV secolo, centro già rutilante e vivo, quasi fosse già predestinata quale centro economico del nostro Belpaese.



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