Il falsario di reliquie

Il falsario di reliquie

Berna, giovedì 20 maggio 1507. Maddalena la muta sta portando un cesto di uova al mercato. Si arresta davanti alla fontana dell’ebreo: due cadaveri spuntano fuori, hanno un garofano tra le natiche. Il cesto le cade e lei comincia a far rumore come può. Comincia ad arrivare gente, che a sua volta chiama altra gente. Alla fine risuona la campana della torre civica e tutto il paese accorre. Anche il sindaco, Hans Rudolf van Scharnachtal, è risvegliato dallo scampanio, e non ne è per niente felice. Giunto sul posto, il primo cittadino vi trova il suo segretario, Nikläus Spilmann, con cui si consulta. Insieme decidono di chiamare non l’alfiere Fränkli, della Corporazione dei ferraiuoli, bensì Mathis Sinner, il rappresentante della Corporazione dei fornai. Così il figlio del sindaco, Lukas, va a casa di Mathis per convocarlo. Lukas è anche fidanzato con Amalia, la figlia del fornaio. È lei che incontra e con lei ha una discussione, interrotta dall’arrivo di Mathis. Questo è sorpreso dal fatto che non abbiano convocato Fränkli, ma deve obbedire, quindi si reca presso la fontana dell’ebreo...

A leggere questo romanzo, sembrerebbe tutto inventato di sana pianta, dai personaggi alle reliquie, dagli avvenimenti alle dispute religiose. Invece no. I fatti narrati ‒ incredibilmente bene, bisogna dire ‒ prendono spunto da eventi realmente accaduti e da personaggi esistiti davvero. Storicamente appurata è la vendita delle reliquie, a più riprese vietata, di cui anche Boccaccio nel Decameron si prende gioco: si tratta ovviamente della decima novella della sesta giornata, una delle più celebri, quella di Frate Cipolla. La disputa tra domenicani e francescani sull’Immacolata Concezione, presente in maniera decisiva nel romanzo, trova fondamenti storici tra il XIV ed il XVI secolo. La diatriba è stata definitivamente quietata nel 1854 da Papa Pio IX, che ha proclamato il dogma, appunto, dell’Immacolata Concezione. Carlo Animato si serve di questi avvenimenti, come argilla li plasma tra le mani, modellandoli con abilità e facendone uscire una storia divertente, originale, molto scorrevole, in cui la trama ed i personaggi sono costruiti sapientemente e direi con molta dedizione. Non è un caso che questo libro abbia vinto, nel 2015, il torneo letterario IoScrittore, aggiudicandosi ‒ tra l’altro ‒ proprio la pubblicazione per la casa editrice TEA.



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