Il figlio non voluto

Il figlio non voluto
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Il vagito di un neonato si sovrappone ai singhiozzi di una donna distesa su un letto fatiscente di una stanza trascurata, ai limiti della vivibilità, di un fabbricato dismesso e ancora segnato dalle bombe della Seconda guerra mondiale. Il calendario segna una data: 30 marzo 1949. Fabrizio e Camilla, tuttavia, non sono contenti: è in arrivo un figlio che non vogliono. Quel maschietto è sano, roseo e inizia ad agitare le manine, mentre la madre si accascia sul letto e chiude gli occhi, stremata ed infelice e il padre fissa dalla finestra la strada deserta, in preda ai sui pensieri agitati. Non è proprio il momento di avere un figlio a causa della povertà e delle troppe rinunce compiute in quel periodo. È difficile addirittura mettere in tavola il pasto quotidiano, per cui una bocca in più è un problema davvero serio. Intanto, il piccolo Eric è vestito con una tutina azzurra di seconda mano, mentre la madre gli offre il seno per allattarlo. Eppure Fabio e Camilla si sono amati davvero, lì a Caregnano, in provincia di Rovigo…

Romanzo che rivela certe potenzialità narrative ancora da sviluppare appieno, Il figlio non voluto di questa giovane autrice che si firma misteriosamente solo col nome di Alessia ha nell’impianto narrativo globale il suo maggior punto di forza, sia circa la fabula che circa l’intreccio. Suggestiva, infatti, risulta la struttura circolare della vicenda di Eric, dal valore altamente simbolico: il conflitto implacabile di partenza col padre e il finale risolutore e redentivo. Uno stile ancora un po’ da limare e da personalizzare, ma comunque lineare e sobrio, unitamente ad un editing forse eccessivamente didascalico sono forse gli unici appunti rimarchevoli di una storia che dimostra propensione all’introspezione psicologica, ai cambi di marcia e alle dinamiche vivaci fra i personaggi coinvolti, con un esito felice per la descrizione di una parabola esistenziale credibile e commovente, nella quale non pochi lettori potrebbero ritrovare i propri vissuti personali più o meno confessati o ancora taciuti.



 

 
 
 
 

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