Il fiume della coscienza

Il fiume della coscienza
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Possono la forma dei fiori e il metodo di impollinazione svelarci parte del segreto della vita? L’evoluzione delle piante e degli animali condivide una radice comune? Anche i vegetali e i vermi hanno una vita mentale? Gli esseri viventi portano nel loro DNA le tracce ancestrali di un’evoluzione che ha dotato gli uomini, tra le altre caratteristiche, di sistemi percettivi complessi, adattati al contesto. Il tempo e la sua percezione sono parte di questo percorso evolutivo. Ma in che modo percepiamo la successione degli eventi? Possiamo sperimentare una diversa concezione dello scorrere del tempo? È pura fortuna o una speciale abilità quella che consente a un tennista di seguire la direzione seguita da una pallina sparata alla velocità di oltre 250 km/h? Cos’è la memoria? Possiamo fidarci dei nostri ricordi? Quale relazione esiste tra memoria, mimetismo e creatività? Perché e come accadono i fraintendimenti uditivi?

È un saggio-testamento quello che il neuropsichiatra Oliver Sacks, “il poeta laureato in medicina”, come venne definito dal “New York Times”, due settimane prima della morte, avvenuta il 30 agosto del 2015, affida a Kate Edgar, Daniel Frank e Bill Hayes, tre suoi collaboratori, affinché ne predispongano la pubblicazione. Il testo raccoglie l’esperienza dell’autore come ospite di una serie finlandese di documentari televisivi intitolata A Glorious Accident, ma anche la sua lunga collaborazione con il “The New York Review of Books”. Dieci capitoli in cui Sacks, con la peculiare verve da divulgatore scientifico che è nelle sue corde, guidato dai suoi tre grandi maestri, Darwin, Freud e William James, si addentra in approfondimenti monotematici. Tra questi, l’evoluzione, che il neuroscienziato approccia a partire dagli studi di botanica di Darwin, le cui ricerche dimostrarono la natura senziente di piante e vermi. La memoria, dagli studi di Freud che definì il ricordare come un processo dinamico di trasformazione e riorganizzazione, all’esperienza personale e professionale sulla criptoamnesia e sulle trappole innescate dalla fallacia dei ricordi. La velocità e l’evidenza di un tempo adattato al contesto, la cui percezione può essere amplificata o compressa in alcuni stati neurologici disfunzionali o alterati. La creatività individuale e la costruzione collettiva della conoscenza. Ogni tema è un saggio dentro il saggio globale, argomentato e corredato di una corposa bibliografia e di molteplici note dell’autore. Argomenti a prima vista slegati fra loro, ma il cui anello di congiunzione, insieme alla curiosità libera di correre fuori dagli steccati del pregiudizio tipica di Sacks, è l’essere umano e la sua intima connessione con l’universo vivente. “Conoscere la mia unicità e la mia antichità biologica, sapere che sono biologicamente imparentato con tutte le altre forme di vita, mi riempie di gioia. Questa conoscenza mi radica, permette che io mi senta a casa nel mondo della natura, che io abbia una percezione del mio significato biologico, quale che sia il mio ruolo nel mondo degli esseri umani”.



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