Il garofano rosso

Il garofano rosso

Ad Alessio Mainardi, sedicenne studente liceale dotato di un’indole poetica e dell’attitudine a trovare sempre una dimensione favolosa dell’esistenza, piace frequentare i ragazzi più grandi di lui, quelli dai diciotto anni in su. E con loro fumare e discutere di politica seduto ai tavolini di un caffè. Colui con cui riesce a stringere il più stretto rapporto di amicizia è Tarquinio Masséo, un diciottenne che per una complessa vicenda di bocciature non ha ancora preso la licenza ginnasiale e si prepara da esterno per quella liceale. Si sono conosciuti nel 1922 nella bottega di un tipografo dove si stampava un giornaletto scolastico e dove i due conversavano di donne, di auto, di calcio e di avvenire. Entrambi si ritengono acerrimi nemici dell’ordine borghese e dell’etica costituita che ne consegue, condividono l’idea che il fascismo costituisca in quel preciso momento la migliore soluzione per rimanerne indenni e raggiungere una condizione di pieno sviluppo della propria autonomia. Ma la fiamma ardente della rivolta contro le infrastrutture borghesi della società liberale e i residui del socialismo romantico a poco a poco lasceranno il posto a quella accesa dalla passione amorosa...

Scritto tra il 1933 e il 1935, ma pubblicato solo nel dopoguerra a causa della censura fascista, Il garofano rosso è un’opera corale, un mosaico di fatti, di situazioni e stati d’animo che si avvicendano e si sovrappongono senza integrarsi organicamente attorno al motore del romanzo, che è costituito dalla vicenda di Alessio. Il personaggio in cui Elio Vittorini ha tentato di fissare e l’inquietudine propria dell’adolescenza e insieme il disorientamento della gioventù italiana che vedeva nell’avventura del fascismo il trionfo di una rivoluzione libertaria che mirava a modificare radicalmente la società. I due motivi, quello sentimentale e quello politico, s’intrecciano, al punto che il garofano rosso all’occhiello, da pegno d’amore ottenuto dalla ragazza più bella della scuola può apparire un simbolo sovversivo. Ma poi nel corso della narrazione l’assunto ideologico anti-borghese perde la rilevante particolarità della sua colorazione politica e confluisce in una rivolta connotata da una più istintiva esuberanza giovanile. Il talento diviene una sorta di follia e vivere è come viaggiare in incognito con il presagio che altre esigenze finiranno per prevalere.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER