Il ghiaccio sottile

Il ghiaccio sottile

È notte. Una notte come tante altre per Nino. Seduto sul suo divano, nel caldo salotto di casa nuova (e con il mutuo ancora da pagare), la tv accesa in sottofondo, la moglie già a letto, il figlio grande Alessio dalla sua fidanzata e il figlio piccolo Sebastiano in giro col suo motorino, Nino prova a far quadrare i soliti conti controllando le bollette in scadenza poggiate sulle sue ginocchia. Una notte come tante altre per lui, fino a che a mezzanotte e quarantacinque non squilla il telefono. È uno sconosciuto che sembra farfugliare parole insensate che Nino quasi non riesce a comprendere finché non sente pronunciare il nome di Sebastiano. Suo figlio. Il ragazzo è stato investito da un pirata della strada, sbalzato dal motorino e ora è in coma con lesioni gravissime e permanenti. Dell’incidente nessuno sa niente, solo un pensionato alticcio pare aver assistito alla scena e aver scorto nel buio una Golf nera centrare a tutta velocità il povero ragazzo. Già: una normalissima, stramaledettissima Golf nera...

Breve ma acuto e assordante come un mi cantino questo racconto di Gianluca Morozzi, bravissimo qui a mettere in scena la quotidianità dolorosa di un padre di famiglia a cui il destino consegna la più grande tragedia che un genitore possa subire. E il dramma lucido di Nino viene analizzato da Morozzi in presa diretta, con la solita incredibile capacità visiva di rappresentazione e spessore dei personaggi, pur in un racconto talmente breve da lasciare gli stessi quasi solo tratteggiati. E così il suo Nino, come il mesto Gianni Vivaldi di Un borghese piccolo piccolo, finirà risucchiato nelle fauci di una legalità che lo abbandona e a cui porrà rimedio con una più rassicurante giustizia “fai da te”, triturato da una famiglia capace di rispolverare per l’occasione un misticismo da prime time strappalacrime, ma soprattutto divorato dalla scoperta che il vero mostro che ossessivamente si convince di voler scovare a tutti i costi all’esterno, probabilmente è più vicino di quanto egli stesso possa immaginare. Un ghiaccio gelido che senza pietà avvolge e seppellirà - forse per sempre - i suoi e soltanto i suoi più inconfessabili pensieri.



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