Il giardino d'estate

Il giardino d'estate
Neppure la guerra, neppure gli orrori inenarrabili dei gulag hanno potuto nulla di fronte al travolgente amore sbocciato a Leningrado, nel 1941, tra la giovanissima Tatiana e il suo Alexander. Ricongiunti rocambolescamente in America, quel passato di violenza e morte continua a incombere su di loro, a rosicchiare la loro unione come un parassita spietato, avvelenandola di ombre e ricordi strazianti, di sensi di colpa e dolore. Ma come si può cancellarlo, quel passato, se è nel corpo stesso di Alexander, nelle cicatrici che straziano e sfregiano l’ex ufficiale dell’Armata Rossa, ossessionando entrambi fin quasi al punto di allontanarli per sempre? Solo un grande amore, com’è il loro, potrà disperdere poco a poco le ombre e i fantasmi, illuminando un cammino non sempre facile, talvolta accidentato, ma fatto apposta per essere percorso insieme, mano nella mano. Per sempre...
Dici Tatiana & Alexander e pensi a Rhett-e-Rossella e a tutte quelle coppie celebri (letterarie e/o cinematografiche) che nell’immaginario incarneranno per sempre l’amore, e tra le quali questi russi – belli e passionali, coraggiosi e disperati – ben meritano un posto d’onore dopo aver tumultuosamente amato e patito (trascinando con sé un numero cospicuo di lettrici fornite di indispensabili fazzolettini antilacrima) attraverso una saga che nel Giardino d’estate trova la sua conclusione. Non si può negare alla Simons un’ottima qualità di scrittura, molto alta rispetto agli standard della letteratura “rosa”, unita a una capacità speciale, quasi miracolosa: essere coraggiosamente, anzi sfacciatamente romantica, senza tuttavia risultare melensa, tanto che neppure il lettore più cinico (e chi sta scrivendo lo è fino al midollo) si sente minacciato dal rischio iperglicemico. Forse questo romanzo conclusivo non è all’altezza del primo, l’eccellente Cavaliere d’inverno (in particolare le vicende del primogenito dei protagonisti, disperso in Vietnam, sembrano una giunta inutile), ma il suo mix di tenerezza, coraggio, erotismo e commozione risulta comunque vincente. Appassionato.

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