Il gioco bugiardo

Il gioco bugiardo

“Ho bisogno di voi”. Lo stesso messaggio che diciassette anni prima ha dato inizio a tutto quella notte terribile. Il messaggio che ognuna di loro quattro mandava alle altre quando erano in difficoltà. Erano delle ragazzine allora, avevano tutte dei problemi alle spalle, ma senza dirsi nulla si erano trovate e lì, a Salten House, il collegio che frequentavano, si erano strette in un legame che le sosteneva l’un l’altra, e questa era la loro sola certezza. Poi quella notte, quando Kate le aveva chiamate con quel messaggio perché la raggiungessero al mulino, tutto era cambiato. Isa ora è un avvocato e lavora nella pubblica amministrazione a Londra ed è in maternità. Sta allattando la sua piccola Freya quando nella notte è arrivato quello stesso messaggio, uguale, diciassette anni dopo. È lei, è Kate, e ha bisogno di loro tre. Fatima ha due bambini, è medico e adesso indossa l’hijab perché è diventata osservante; Thea invece lavora nei casinò, ma tutte e tre non hanno esitato e son tornate a Tide Mill, al vecchio mulino malandato sulle sabbie mobili tormentate dalle maree sull’estuario del fiume, lì dove la magica atmosfera della loro adolescenza sembra ancora intatta, dove i ricordi della loro amicizia quando erano inseparabili le accolgono come un fiume in piena, dove tutto era bello e soffuso di luce calda, dove c’erano Luc – il fascinoso fratellastro di Kate – e Ambrose, il loro eccentrico padre artista, dove tutto ha avuto inizio, dove tutto si è incrinato per sempre. Le ragazze erano unite anche da un gioco banale, raccontare bugie ed essere credibili senza mai cedere, a patto però di non mentirsi mai a vicenda. Ma poi il gioco si era fatto pericoloso ed era sfuggito di mano quella famosa notte, quando un segreto terribile le aveva unite per sempre proprio nel momento in cui erano state costrette a separarsi. Adesso improvvisamente è successo qualcosa di inquietante a Salten e c’è qualcuno che sembra conoscere il loro segreto, per questo Kate le ha mandate a chiamare. Quel segreto tenuto nascosto per diciassette anni, affiorato soltanto negli incubi notturni ricorrenti, adesso sta per deflagrare, adesso che in gioco c’è molto, molto di più di allora…

Come nei romanzi precedenti, La donna della cabina numero 10 e soprattutto il suo esordio L’invito che le ha meritato un grande successo di pubblico in tutto il mondo, Ruth Ware confeziona un thriller psicologico di stampo classico con particolare attenzione alla psicologia femminile. Se il punto di vista del soggetto narrante appartiene a una sola delle protagoniste, come ci ha raccontato in una bella intervista la Ware il suo intento è stato dare voce a tutte e quattro le ragazze che, rispetto all’evento centrale della trama, pensano e parlano in maniera diversa. Se nell’adolescenza è l’elemento coagulante a caratterizzare l’amicizia, con i sopraggiunti eventi dell’età adulta (ad esempio la maternità), il legame si modifica e matura, pur restando profondo. Ha detto infatti l’autrice di aver “cercato di esplorare i limiti dei personaggi” nel contesto specifico dell’amicizia tra donne che cambiano. Ognuna delle quattro protagoniste ha cercato una sponda come rifugio e protezione da un segreto pesante da conservare – una nella religione, una nell’alcol nonostante l’apparenza brillante, una nella famiglia “perfetta” – e adesso reagisce diversamente, da adulta, al crollo del castello di bugie ereditato dal passato; un cumulo di bugie e segreti cresciuto proporzionalmente all’età. Ad accentuare la tensione della trama, un’atmosfera inquietante, opprimente e cupa che accompagna il lettore lungo tutto il racconto – che si dipana tra due piani narrativi cronologicamente diversi – fino al sorprendente finale. Il romanzo è diviso in cinque parti, ognuna delle quali prende il titolo da una delle regole del gioco bugiardo delle quattro adolescenti: Racconta una bugia, Non cambiare mai versione, Mai farti scoprire, Mai mentirsi a vicenda, Sapere quando smettere di mentire. Scoprire che qualcuno forse ha barato e perché regala al lettore una storia piacevole dal ritmo sostenuto che si legge in brevissimo tempo. Nonostante qualche piccola ingenuità evitabile, un romanzo che certo non deluderà i fan di Ruth Ware e piacerà agli appassionati di thriller.

LEGGI L’INTERVISTA A RUTH WARE



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