Il giorno più crudele

Il giorno più crudele

Un abete che ha un problema con l’immanenza e pensa sempre che il meglio deve ancora arrivare e invece il meglio è già passato… Un bambino scrive una lettera al nonno, unico suo parente rimasto, nella speranza che possa portarlo via da un presente carico di bastonate e di fame, ma non sa che le lettere, per arrivare al destinatario, devono avere un indirizzo e non basta infilarle nella cassetta postale… Un uomo ricco e solo decide di passare la notte di Natale con una donna di strada, gli piacciono molto in carne, e ne ha appena adocchiata una “tanto grassa da rapirgli il cuore”. Ma la poveretta è solo “molto incinta” e se ne accorgerà lui stesso quando la donna avrà partorito nel suo letto… Due giovani amanti decidono di farsi un regalo rinunciando ciascuno alla cosa più cara che hanno. Sbaglieranno regalo, ma avranno la conferma del loro amore…

Una raccolta non originale quella di ISBN (Einaudi, prima di lei, ne ha fatte almeno tre), ma quanto meno coraggiosa nella selezione dei racconti. Se siete fra quelli che odiano il Natale, piangono di tristezza davanti a un albero addobbato, sono presi dall’angoscia di fronte alle lucine, si lamentano perché “sarebbe questo lo spirito del Natale?”, guardano con malcelata superiorità i festoni nei negozi e le signore che si fanno fare i pacchetti nei negozi, troverete in questi dodici racconti dodici motivi per non cambiare idea e la conferma che sì, quello che avete sempre pensato (il Natale è uno dei giorni più tristi dell’anno) non siete stati i primi a pensarlo. Ci hanno pensato (e scritto) prima di voi Gogol, Tolstoj, Dostoevskij, Cechov, Pirandello, Collodi, Twain, O. Henry, Andersen, Maupassant, Thomas, e ovviamente Dickens. Non sarete originali, ma siete in buonissima compagnia.



 

 

 

 
 
 
 

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