Il giustiziere della notte

Il giustiziere della notte
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

New York, anni ’70: Paul Benjamin lavora per la finanziaria “Ives, Gregson & Co.” e nel suo ufficio al diciottesimo piano con vista su Lexington Avenue sembra una giornata come tante. Le ore scorrono tra i soliti impegni e qualche battuta fra colleghi, in attesa che arrivi l’ora di andarsene tutti a casa dalle proprie famiglie. Le telefonate dei clienti sono sempre le stesse: gente che vuole pagare meno tasse, gente che vuole guadagnare più soldi, gente che vuole occultare i propri guadagni con scappatoie ai limiti della legalità. Niente di nuovo. Eppure la telefonata di Jack, il genero di Paul, fa passare quella routine in secondo piano. Jack è stato chiamato dalla polizia perché Carol e Esther sono state portate d’urgenza al Roosevelt Hospital. Paul ha solo un istante per realizzare che si tratta di sua figlia di sua moglie e si precipita immediatamente all’ospedale. Dopo il traffico di rito nel ventre magmatico di New York, Paul ritrova Jack e un poliziotto nella sala d’attesa dell’ospedale. Il poliziotto, un tale Joe Charles, si presenta e spiega di essere stato avvertito per telefono da Carol, la quale ha avuto solamente la lucidità di spiegare che degli uomini sono entrati in casa e hanno aggredito lei e sua madre. In apprensione per le condizioni di salute di sua moglie e di sua figlia, Paul si abbandona a fantasiose e orrende ricostruzioni dell’aggressione, maledicendo quei bastardi che si sono permessi di violare il loro idillio familiare. Pensieri confusi di vendetta nei confronti dei criminali e di speranza per le condizioni di salute di Carol e Esther vengono interrotti da un medico che, nel silenzio della sala d’attesa, comunica che Carol se la caverà, mentre per Esther non c’è più niente da fare…

Violento, feroce, reazionario: a una lettura superficiale questo classico di Brian Garfield – ripubblicato in concomitanza con l’uscita cinematografica del remake interpretato da Bruce Willis e diretto da Eli Roth del noto film del 1974, interpretato dal granitico Charles Bronson e diretto da Michael Winner – potrebbe essere semplicemente letto come la vendetta privata di un uomo straziato dal dolore. In realtà c’è ben altro dietro Paul Benjamin, uomo comune colpito dal male inspiegabile e senza volto che gli ha portato via la moglie e gli ha lasciato una figlia in stato catatonico per lo shock, un uomo che ha sempre rigato dritto, un progressista in prima linea per i diritti civili che mai si sognerebbe di usurpare la polizia nel suo ruolo di tutrice dell’ordine. All’inizio, al di là della rabbia e della tristezza, egli non sa come reagire; si affida agli inquirenti e ai pochi affetti rimasti ma, da persona intelligente qual è, capisce che trovare un gruppetto di teppistelli spiantati a New York è come cercare un ago in un pagliaio e che non c’è affetto al mondo in grado di colmare il vuoto lasciato da una moglie e da una figlia. Egli si aggira come un fantasma in questa metropoli tentacolare che sembra assolvere tutto e tutti, finché non viene minacciato dall’ennesimo rapinatore da quattro soldi, pronto a ucciderlo per un pugno di spiccioli. È nella reazione selvaggia a difesa della sopravvivenza che Paul trova una nuova ragione di vita, un risveglio di coscienza e una rimodulazione del proprio codice di comportamento. Per questo Paul decide di armarsi e combattere la sua personalissima guerra contro il crimine. Perché? Probabilmente si rende conto che si è arrivati al punto di non ritorno del lassismo e del disprezzo delle regole, quello che usa la legge e le sue scappatoie per tutelare o ignorare il crimine anziché combatterlo con tolleranza zero in ogni dove. Ciò significa essere reazionari o forcaioli, oppure la brava gente si è talmente “civilizzata” da non essere più in grado di difendersi da chi attenta costantemente alla sua libertà, ai suoi diritti e ai suoi affetti? Con questo interrogativo Garfield ci lascia un libro scomodo, quanto mai attuale in un’era in cui assistiamo a continui dibattiti sul diritto di possedere armi e sulla rimodulazione, in senso estensivo o restrittivo, della legittima difesa.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER