Il giustiziere di Roma

Il giustiziere di Roma

Filippopoli, Tracia. Marzo del 30 dopo Cristo. Sono passati quattro lunghissimi anni da quando Tito Flavio Vespasiano ha lasciato Roma per unirsi, da tribuno militare, alla IV Legione Scitica. E dopo aver sedato la rivolta tracica, l’esercito romano è ormai fermo, in attesa di una guerra che stenta ad esplodere perché le popolazioni barbariche sono ormai sottomesse. Ma quando nell’accampamento giunge Sabino, suo fratello e magistrato minore dei Vigintiviri, tutto cambia. Prima di tornare a Roma, infatti, dovranno compiere una missione pericolosa e delicatissima: infiltrarsi nella fortezza assediata di Sucidava, sulle rive del Danubio, catturare il viscido sacerdote Rotece e portarlo a Roma, al cospetto di Antonia, una delle donne più potenti dell’Impero. È lui l’unico a poter testimoniare contro Seiano – prefetto del pretorio che, di fatto, detiene il potere dell’Urbe, dato che il paranoico Tiberio si è trasferito da tempo a Capri – e rendere pubblico il suo piano per farsi nominare imperatore. Così, dopo aver miracolosamente portato a termine la missione, Vespasiano e i suoi compagni possono finalmente mettersi in viaggio per Roma. Ma molti pericoli sono in agguato…

Torna lo scrittore svizzero Roberto Fabbri con il secondo episodio della saga di Tito Flavio Vespasiano. Il giustiziere di Roma è un romanzo storico crudo e spietato che ripercorre due anni fondamentali della storia romana e della vicenda biografica del fondatore della dinastia dei Flavi: un periodo segnato dall’instabilità politica dovuta alla condotta folle di Tiberio; da congiure di palazzo; da tradimenti, alleanze e rapporti clientelari. Uno spaccato storico che Fabbri descrive egregiamente, condendo la narrazione con avventura, battaglie navali, scontri cruenti ed esecuzioni che lasciano senza fiato, come quella di Seiano, colpito da damnatio memoriae, e della sua famiglia, tra cui la piccola Giunilla, una bambina di soli sette anni. E rimanendo in parte fedele agli scritti di Svetonio, Tacito e Cassio Dione, l’autore di Ginevra restituisce un romanzo in cui azione e politica trovano un equilibrio perfetto, immergendo il lettore in un’epoca lontana e facendogli conoscere un sistema di valori che può apparire aberrante agli occhi dell’uomo moderno. Ma risiede proprio in questo la bellezza de Il giustiziere di Roma: nel perfetto bilanciamento tra finzione e verità storica, condito da uno stile originale e avvincente che fa della saga di Vespasiano un’epopea da non perdere. In attesa del terzo episodio.

 

 

 

 
 
 
 

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