Il Graal ritrovato

Il Graal ritrovato

Cambridge. Perceval, mentre sta leggendo un estratto della Seconda Lettera di San Paolo agli Efesini, si accorge d’un tratto di aver perso la fede in Cristo. Quello che fa dopo non lo aiuta di certo a ritrovarla: in un negozio qualunque, inizia a fare delle avances alla commessa, ottenendo peraltro il risultato sperato. Alla chiusura, lei andrà a cena con lui. Dopo la cena tuttavia, Perceval non riesce a concludere nulla: il suo pensiero continua a tornare al suo primo (ed unico) amore, Blancheflor, che si trova a Bel Riparo, nella Terra Guasta. Ed è proprio lì che Perceval decide di andare... A Bel Riparo, oltre che Blancheflor, si trova anche Germana, sua amica e cugina di Perceval. È diretta verso Cagliari per una vacanza. Mentre è in volo, incontra Galvano, nipote di Artù, incaricato di redigere degli articoli riguardanti la Curia. Durante il viaggio, i due hanno modo di fare conoscenza. Il loro legame si rinsalda poi nel capoluogo sardo, dove le loro vite si legano sia intimamente che in seguito ad un attentato...

Quali sarebbero le avventure che si troverebbero a vivere alcuni dei personaggi del ciclo bretone, famosa serie di romanzi medievali composta dal francese Chrétien de Troyes, se vivessero ai giorni nostri? Le risposte sono molteplici, in quanto molteplici sono gli scenari e le situazioni in cui i protagonisti si potrebbero ritrovare. Dunque ‒ se si decide di avventurarsi in un plot del genere ‒ è bene che l’autore sappia scegliere con cura ogni luogo, ogni personaggio, ogni avventura da ricreare, e poi sia in grado di dare coerenza narrativa al tutto, insomma che riesca a strutturare un romanzo coerente e coeso. Coerenza e coesione che per gran parte del testo mancano purtroppo a questo Il Graal ritrovato. La storia è lacunosa, incompleta ed approssimativa. Non c’è nemmeno tempo di elaborare un fatto che già ne incombe un altro, senza apparente connessione con il precedente. Gli accadimenti stessi, sebbene ambientati nell’epoca contemporanea (aerei e telefoni sono ben presenti), avvengono secondo leggi e dinamiche antiche: il contesto sembra non produrre alcun effetto sui personaggi, salvo quando è utile al tornaconto narrativo dell’autore. Gli stessi protagonisti, oltre che mal caratterizzati e superficialmente descritti, sono responsabili di una bildung personale non da poco, ma tutto avviene sottotraccia, senza alcun motivo apparente. Impresa simile, ma a livello televisivo, è stata tentata da Steven Moffat e Mark Gatiss nella serie tv Sherlock, che ha come protagonisti Benedict Cumberbatch e Martin Freeman (rispettivamente Holmes e Watson). Il famoso ispettore è stato traslato nella Londra del XXI secolo. I risultati, in quel caso, sono stati strepitosi. Non si può dire altrettanto per questo romanzo.



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