Il grande disegno

Fino a circa un secolo fa era opinione comune che il mondo potesse essere conosciuto tramite l’osservazione diretta; oggi sappiamo che la nostra percezione è modellata dalla struttura interpretativa del cervello. Negli anni ‘20 iniziarono ad emergere le teorie quantistiche, in grado di predire con precisione gli eventi su scala atomica e sub-atomica, basate su un approccio del tutto differente rispetto alla fisica classica: secondo una efficace definizione di Richard Feynman, fisico, suonatore di bongo, frequentatore di locali notturni e premio Nobel per la fisica nel 1965, “un sistema non ha una sola storia, ma ogni storia possibile”: in altre parole, “tutte le versioni dell’universo esistono simultaneamente in quella che è chiamata sovrapposizione quantistica”. Da questo seme è germogliata una intera famiglia di teorie, ognuna delle quali trova applicazione in ambiti limitati, che prende il nome di “teoria M” ‒ al momento la più forte candidata al ruolo di “teoria definitiva del tutto” ‒ che postula l’esistenza di molteplici universi, ciascuno dei quali con molte storie possibili, e che sembra suggerirci, con sempre maggior chiarezza, che tra tutti, l’universo in cui viviamo sembra possedere caratteristiche e le leggi fisiche davvero peculiari e non affatto scontate, piccole variazioni delle quali non avrebbero consentito la nascita della vita come noi la conosciamo…

Due scienziati di fama mondiale, un inglese ‒ Stephen W. Hawking, il popolare astrofisico, già titolare della cattedra lucasiana di matematica a Cambridge scomparso nel marzo 2018 - e un americano - Leonard Mlodinow, fisico fuori dagli schemi, che oltre a lavorare per il Caltech, il prestigioso California Institute of Technology, si occupa anche di psicologia e sceneggiature (sua la firma di alcuni episodi di Star Trek: the Next Generation e MacGyver ) - ognuno con una entusiastica passione per la divulgazione e con la capacità di scrivere con la giusta dose di humor per riuscire a rendere divertenti persino le pagine più concettualmente impegnative di questo saggio che, arricchito dalla splendida iconografia curata da Peter Bollinger e dalle divertenti vignette di Sidney Harris, esplora i tentativi di risposta alle grandi domande dell’Umanità, in una avvincente fusione tra fisica teorica e filosofia. L’amalgama che ne risulta è ben costruito, e non delude in alcun modo le aspettative dei lettori più curiosi: il capitolo dedicato alle teorie quantistiche colpisce per la capacità di rendere accessibili contenuti che “contraddicono non soltanto la nostra esperienza ordinaria ma anche la nostra concezione intuitiva della realtà” (lo stesso Einstein, pur avendo contribuito alla nascita della meccanica quantistica non riuscì mai ad accettarne completamente le implicazioni), mentre l’analisi delle teorie sull’universo, in un crescendo che negli ultimi capitoli del testo esplora le ipotesi legate a universi multipli, sembra trasportarci in una sorta di ottovolante del pensiero, ove improvvisamente le più ardite trame della migliore fantascienza non appaiono più così improbabili.



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