Il guaritore di maiali

Il guaritore di maiali

Genova, anno 1589. Un feroce assassino si aggira tra gli angusti vicoli della città. Le sue vittime sono giovani donne che vengono uccise con un gancio di ferro che trafigge loro la gola. L’Artiglio, questo è il soprannome attribuito al serial killer dalla popolazione genovese, che ormai vive nel terrore. Nel frattempo, il convento dei carmelitani scalzi di Sant’Anna vive anch’esso una serie di efferati omicidi: le vittime questa volta non sono giovani donne ma maiali, sacrificati sull’altare del convento con due tagli impressi sul petto a riproduzione della croce cristiana. A indagare sugli omicidi dei porci Pilmain, un giovane investigatore ed ex-soldato che di mestiere fa il guaritore di maiali e che conosce e ama i suini più delle persone stesse. In un intreccio avvincente in cui nessuno verrà risparmiato alle indagini, il giovane Pilmain si troverà a dover dare un volto all’omicida dei maiali così come a quello delle giovani donne, smascherando legami occulti e storie passate sullo sfondo di una Genova del XVI secolo dal fascino inenarrabile…

Un piccolo caso editoriale quello de Il guaritore di maiali. Non tanto perché l’autore, Lorenzo Beccati, è un personaggio televisivo molto noto, voce del mitico Gabibbo e autore di programmi televisivi famosissimi come Striscia la notizia, Drive-In e Paperissima. Ma perché il suo originale romanzo, inizialmente pubblicato solo in Liguria da un piccolo editore, si è fatto strada nel panorama narrativo italiano con il passaparola, conquistando migliaia di lettori, guadagnandosi un’edizione accresciuta con la Kowalski e scalando le classifiche fino ad essere riconosciuto come un grande thriller storico d’autore. E la penna di Lorenzo Beccati non sembra essere estranea a questo riconoscimento. Il suo linguaggio ricercato e coinciso, l’ambientazione storica affascinante e ben descritta, una trama di spessore ricca di colpi di scena e di momenti di alta suspence fanno de Il guaritore di maiali un buonissimo romanzo, capace di far strabuzzare gli occhi a diverse categorie di lettori, dagli amanti dei thriller sanguinolenti agli appassionati di storia, fino ai divoratori di gialli à la Agatha Christie. Un investigatore strano, ai limiti del grottesco, alle prese con indagine nella quale nessuno sembra essere innocente e in cui il sangue tinge di rosso le sfere del sacro e del profano mettendo a nudo virtù e limiti dell’uomo. Capitoli brevi, linguaggio scorrevole ed essenziale per un libro il cui unico difetto sembra esser quello di aver creato un’ambientazione che ricorda per troppi versi quella de “Il nome della rosa” (nonostante qualche secolo di differenza!), suscitando in tal modo la possibilità di un paragone che, al momento, nessun romanzo italiano potrebbe permettersi di sostenere.



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