Il ladro di bambini tristi

Il ladro di bambini tristi
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Gran Bretagna. Nella brughiera dell’Exmoor un folle inizia a rapire ragazzini lasciando al loro posto strani biglietti senza senso. L’intera popolazione del luogo si mobilita insieme alle forze dell’ordine per cercarli e una intera task force di poliziotti, volontari, agenti venuti da fuori e elicotteri sorvolano per giorni tutta la brughiera, splendente e misteriosa allo stesso tempo. I ragazzini, però, sembrano essere scomparsi nel nulla, inghiottiti dalla stessa terra o semplicemente volatizzati mentre sono in macchina da soli. E quasi tutti loro sembrano avere, in qualche modo, contatti o affinità con il circolo di caccia locale o con eventi legati allo stesso. Intanto che le ricerche proseguono e gli inquirenti tentano di mettere insieme pezzi di indizi sparsi e apparentemente scollegati tra loro, un adolescente del luogo con la sua giovane fidanzatina inizia a puntare i propri sospetti sul vicino di casa, un agente della polizia locale che, dopo la morte di sua moglie avvenuta qualche anno prima a opera di un killer ignoto, è caduto in un forte stato di depressione e isolamento e viene tenuto sotto controllo da una psicologa. Cosa sa davvero quest’uomo del rapimento e della sparizione dei bambini e in che modo ne è coinvolto? Quanti e quali segreti nasconde la splendida e enigmatica brughiera dell’Exmoor?

Il ladro di bambini tristi di Belinda Bauer è un thriller strano perché avrebbe, in realtà, tutti gli elementi per essere un buon romanzo ma l’autrice forza moltissimo sui piani della trama e sovrappone personaggi, vite, vicende e azioni personali tanto che invece di creare suspense finisce con il produrre confusione e il lettore pur appassionandosi in qualche modo alla storia non gode appieno di quella apprensione positiva che caratterizza ogni bel giallo di successo. Eppure, che la Bauer sia portata alla scrittura non c’è dubbio, perché le sue descrizioni della brughiera inglese sono molto belle così come la costruzione di tutti i personaggi principali. Molto indovinata e originale anche l’idea di presentare ai lettori l’attività dei circoli di caccia inglesi, che a dispetto di tanta logorata letteratura e cinematografia, in questo romanzo, non sono affatto appannaggio di soli ricchi ma più luoghi di espressione e di aggregazione della comunità locale, di persone tutto sommato semplici e animate dalla propria passione. Per tutte queste ragioni, Il ladro di bambini tristi resta una piacevole lettura senza pretese da grande opera letteraria e con qualche indicazione in più su quella parte dell’Inghilterra meno conosciuta e più rurale.



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