Il lato oscuro dell'addio

I cecchini sparano inesorabilmente sulla calotta della turbina dell’elicottero privo di placche corazzate per favorirne la velocità. Il mezzo inizia a ruotare su se stesso, gli uomini urlano terrorizzati. Lui sa che quella è la fine, non tornerà a casa, mormora il nome di Vibiana, non la rivedrà. L’elicottero precipita e i cecchini ricaricano le armi in attesa degli elisoccorsi per colpire anche quelli... Il detective Bosch aspetta con pazienza e intanto guarda con il viso a pochi centimetri dal vetro, il bellissimo panorama che arriva fino all’Oceano Pacifico. Creighton lo sta facendo aspettare di proposito per sottolineare che lui è un uomo molto occupato e importante. Intanto la segretaria risponde di continuo al telefono con la stessa frase stereotipata: “Trident Security, come posso aiutarla?”. Dopo l’attesa strategicamente lunga, Gloria, l’assistente di Creighton, lo accompagna attraverso un lungo corridoio fino al grande e elegante ufficio, con una zona informale con divani e tavolino. Lui è seduto dietro la scrivania. Non si vedono da più di dieci anni, cioè da quando Creighton era il responsabile del budget del Dipartimento di polizia. Lo chiamavano “il cretino”, era famoso per la sua pedanteria nel richiedere spiegazioni dettagliate dei capitoli di spesa riportati sui moduli verdi da compilare per avere riconosciute le ore di straordinario. In quel momento ogni particolare del suo abbigliamento, l’ufficio, tutto quanto emana ricchezza…

Ne Il lato oscuro dell’addio Michael Connelly ripropone come protagonista il detective Hieronymus Bosch, a cui ha dato lo stesso nome e cognome del celebre pittore olandese del Quattrocento. Un poliziesco articolato, in cui Bosch si trova a seguire ben due indagini molto diverse tra loro: la ricerca di un discendente cui un plurimiliardario vuole lasciare il suo patrimonio in eredità e la caccia a uno spietato serial killer. Connelly riesce a gestire in maniera egregia entrambe le investigazioni, mantenendo desta l’attenzione del lettore e proponendo colpi di scena efficaci. I personaggi, sebbene siano quelli caratteristici di un buon poliziesco, hanno sostanza, sono delineati con cura, credibili, tanto che invitano al coinvolgimento empatico. La trama e le ambientazioni sono realizzate sulla base di minuziose ricerche documentarie, come lo stesso Connelly rivela nelle ultime pagine mentre ringrazia chi lo ha aiutato. Nel romanzo, in maniera trasversale e decisa, si affrontano argomenti delicati, ferite aperte nel cuore del popolo statunitense come la guerra del Vietnam, l’immigrazione clandestina, la condizione femminile. Il libro quindi non contiene solo un paio di avvincenti episodi di Bosch che si ritrova nella necessità di reinventarsi come detective privato di “cold case” per arrotondare la pensione da poliziotto, ma è anche una interessante sintesi, seppur parziale e soggettiva, di uno spaccato sociale degli Stati Uniti dagli anni Sessanta a oggi. Lo stile narrativo è lineare, semplice e accompagna il lettore in maniera avvincente all’interno della storia, alcune pagine sembrano quasi tratte da una sceneggiatura (e quindi non è difficile immaginare che queste due nuove avventure di Bosch finiranno presto in tv, magari nella prossima stagione della serie interpretata da Titus Welliver), con descrizioni vivide di paesaggi incantevoli che tradiscono l’amore per Los Angeles e rivelano interessanti aspetti della piccola San Ferdinando.



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