Il libraio di Selinunte

Il libraio di Selinunte
A Selinunte, città dalle origini greche sulla costa sud–ovest della Sicilia, è arrivato un personaggio molto strano, per niente ben visto dagli abitanti del luogo. È un libraio, vecchio e dall'aria un po' scorbutica. A Selinunte nessuno si avvicina a lui; gli mandano le maledizioni da lontano, quando lo vedono seduto da solo in un angolo del Caffè Garibaldi; dicono che porta sfiga oppure che è cattivo e rapisce i bambini. Chi - più per sfida che per piacere - ha deciso di avvicinarsi alla sua libreria e ha scoperto una cosa che lo rende ancor più misterioso ed esposto a critiche e maldicenze: lui i libri non li vende, li legge. Sì, li legge di sera, ad alta voce, anche se di fronte a lui non c'è mai nessuno. Anzi, in realtà, una persona c'è: è Nicolino, per tutti Frullo, un ragazzino del posto che al contrario di tutti gli altri resta attratto da questo personaggio che viene da fuori e di sera esce di nascosto da casa, entra nella libreria, si nasconde dietro due pile di libri e si mette ad ascoltare il libraio. E così, sera dopo sera, coglie il fascino delle poesie di Pessoa; l'amore di Romeo per Giulietta; il sorriso del libraio quando legge alcuni passi tratti da La morte di Ivan Il'ič e altre perle che gli permetteranno di crescere con una consapevolezza ed uno spirito critico che gli altri non avranno. Ma un giorno Nicolino corre alla finestra della sua stanza attratto dalle urla provenienti da fuori: del fumo proviene dalla strada della libreria che arde tra le fiamme, Nicolino corre e tenta di salvare il salvabile, ma chi ha voluto il male questa volta ha avuto la meglio. E da quel giorno in poi a Selinunte le cose non furono più chiamate con il loro nome...
Le favole, si sa, portano sempre con sé un loro messaggio e Il libraio di Selinunte ne contiene uno  di tutto rispetto: l'essenzialità delle parole. E non è certo un caso se questo messaggio arriva da un paroliere di eccellenza - il Poeta, il Professore - Roberto Vecchioni. Gli abitanti di Selinunte rappresentano la maggior parte delle persone comuni, in cui il pregiudizio ha la meglio sulla voglia di capire, saperne di più, conoscere. Nicolino è colui che accetta questa sfida “progressista”, decide di scoprire cosa c'è oltre e non accettare le convenzioni, ma cogliere le sfumature delle parole e dei suoi, in modo tale da essere l'unico su tutta Selinunte a poter capire la differenza tra un prima e un dopo e poterne essere consapevole. Tema caro comunque a Vecchioni perché le tematiche de Il libraio di Selinunte sono in parte le stesse del suo Le parole non le portano le cicogne, in cui la scoperta delle parole arricchisce ed evolve la giovane protagonista. Entrambi i libri sono consigliati a tutti quelli che molto spesso sul finire della giornata son presi dalla stanchezza, anche nel parlare, e sostituiscono “coso” e “cosa” al posto delle parole reali... un po' tutti noi, a voler essere sinceri!

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