Il libro dei libri perduti

Il libro dei libri perduti
Quale fu la prima opera letteraria della storia? Forse il frammento oblungo di ocra risalente a 77.000 anni fa ricoperto di motivi geometrici e rinvenuto in una grotta del Sudafrica? Chi era Omero, ammesso che si sia trattato di un unico autore? Quali sono i confini tra fantasia e realtà nella storia della poetessa Saffo, della quale praticamente l'intera opera è andata perduta? Millenni prima di Farenheit 451, i libri di K'ung Fu Tzu (più noto in Occidente col nome di Confucio) furono salvati dai roghi imperiali grazie alla memoria di devoti seguaci? Di cosa parlavano le 112 opere di Sofocle che non sono sopravvissute all'ingiuria del tempo? Socrate e il suo pensiero erano davvero come Platone ce li ha descritti? Cosa c'era scritto nei romanzi dati alle fiamme, dimenticati, nascosti, incompiuti, persi da innumerevoli scrittori nei secoli dei secoli?
La storia della Letteratura, ci racconta il critico letterario irlandese Stuart Kelly con questo suo delizioso volumetto, è anche la storia della perdita della Letteratura. La carta è un materiale difficile da conservare, del resto, e la volubilità di autori, editori e lettori è leggendaria. Accade allora che queste opere che - a meno di incredibili colpi di scena - non potremo mai avere il piacere di leggere, assumano una dimensione mitica, e proprio per questo diventino nella nostra immaginazione più belle, più decisive e più affascinanti di quelle rintracciabili. "Un po' come succede con la persona che non avete mai osato invitare a ballare, che diventa molto più intrigante perché può essere perfetta solo nell'immaginazione", scrive Kelly, che ci presenta una galleria di personaggi lungo i millenni, da Omero a Georges Perec, ripercorrendo gli aneddoti più curiosi, i misteri più impenetrabili e le chicche più golose della storia della Letteratura. Un vero e proprio sogno per ogni mangialibri che si rispetti, che ci rende più facile perdonare all'autore il costante ma inesorabile scivolamento fuori tema: in 400 pagine infatti di libri perduti in senso stretto si parla talmente poco che viene da pensare che si siano perduti anche un po' per questo.

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