Il libro dei morti

Il libro dei morti

Kay Scarpetta, anatomopatologa famosa e affascinante, ha ormai deciso di trasferirsi a Charleston, nel South Carolina, per dare alla sua vita una svolta dopo il terribile caso che l’ha vista protagonista in Florida. Con lei la nipote Lucy e il fidato Pete Marino, sempre più innamorato di lei e sempre più disperato - in quanto senza speranze. Quando ormai sembra avviata ad una vita più tranquilla, viene chiamata a Roma a collaborare con i carabinieri che indagano sul ritrovamento del cadavere orrendamente mutilato di una giovane donna, una campionessa di tennis americana assassinata mentre si trovava in visita nella Città eterna in compagnia di alcune amiche. Kay Scarpetta si trova  a dover chiarire il caso con l’aiuto di Benton Wesley, ex profiler dell’FBI nonché suo ex compagno, e del capitano Ottorino Poma, medico legale dei carabinieri, uomo molto presuntuoso che gode incontrastata fama di essere uno Sherlock Holmes italiano. Molto presto Kay si troverà coinvolta anche nel ritrovamento del cadavere di un bambino, nel misterioso suicidio dell’allenatore della tennista uccisa e dell'omicidio rituale di una donna, e si accorgerà così che queste morti sono strettamente connesse fra di loro ma soprattutto collegate all’assassinio a Roma e che probabilmente qualcuno sta sabotando le indagini per spingerla a lasciare la tranquilla cittadina nella quale vive. E poi c'è la misteriosa figura della psichiatra Marilyn Self, alla quale l’assassino invia le foto delle sue vittime e che sembra essere in qualche modo implicata negli avvenimenti. Da cosa sono legate tutti queste morti? Qual è il filo conduttore fra Roma e Charleston?

Il libro dei morti si è sicuramente aperto alle vite dei protagonisti e sembra diventare un romanzo nel quale fare il punto di molte situazioni personali. A volte lento, noioso, lascia senza risposta molte domande (perché l’assassino asporta il gluteo sinistro, perché cava gli occhi) ed è in definitiva un libro scontato, senza passione e poco avvincente, nel quale perdersi qualche passaggio è facile. Con questo romanzo, comunque, la Cornwell ha vinto nel 2008 il Galaxy British Book Award nella sezione “Prime thriller”, primo autore americano ad ottenere questo prestigioso riconoscimento.



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