Il libro dell’acqua e di altri specchi

Il libro dell’acqua e di altri specchi
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Zamana, Pakistan. Massud e Nargis sono una coppia di architetti, uniti da una relazione che ha attraversato difficoltà enormi, sia di carattere personale, sia di carattere sociopolitico, e da un legame intellettuale, affinità elettiva oltreché emotiva, che negli anni è stata capace di prescindere ogni altra cosa. Nonostante tutto, però, Nargis non ha mai rivelato al marito di essere nata cristiana. Margaret, questo era il suo nome da bambina. Costretta a professarsi musulmana per scampare alle persecuzioni del paese in cui vive, ha nascosto questo suo segreto per tutta la vita, persino all’unica persona capace realmente di renderla felice. Ha nascosto le sue radici, una parte di sé stessa. Un giorno, però, Massud muore in una sparatoria. Un evento epocale nella vita della moglie, ma un omicidio come tantissimi altri in un luogo dove conflitti a fuoco, esplosioni e morti ammazzati sono all’ordine del giorno. L’esistenza di Nargis inizia dunque a deteriorarsi, a rovinarsi sotto il peso del lutto, ad accartocciarsi su sé stessa come una foglia al sole. Fin quando un nuovo evento, tragico e misterioso, si abbatte sulla sua vita disgraziata forzandola ad affrontare a muso duro i vecchi demoni del passato e una nuova minaccia. Qualcuno, infatti, attraverso gli altoparlanti dei minareti della cittadina sta rivelando i segreti dei suoi abitanti. Segreti oscuri e dalle conseguenze spesso anche molto pericolosi. Nargis teme per la sua vita, ed è quindi costretta a fuggire, fuggire dal proprio passato in cerca di un futuro che parrebbe non esistere…

Il libro dell’acqua e di altri specchi è uno dei romanzi più potenti che abbia mai letto. Intimo e viscerale per i sentimenti e le emozioni che tratta, intrigante e interessante per la storia che narra. Ha l’incommensurabile capacità di intrattenere, godendo di un impianto narrativo robusto, fermo, denso, e allo stesso tempo di far riflettere, portando nella vita del lettore un universo sconosciuto e che pure deve essere raccontato. La solitudine, il bisogno universale di tenere per noi aspetti della nostra vita che non abbiamo il coraggio di rivelare, il bisogno atavico di amare ed essere amati e la paura di essere giudicati, specie dalle persone che sentiamo più vicine a noi, sono tutte condizioni umane necessarie. Situazioni personalissime e oggettive che Nadeem Aslam racconta con una penna delicata, raffinata e insieme forte, navigata ed estremamente personale. Nato in Pakistan e trasferitosi in Inghilterra da giovanissimo, all’età di quattordici anni, nel corso della sua carriera da scrittore è stato candidato al Men Booker Prize e ha venduto milioni di copie in tutto il mondo. Sulla pagina porta storie incredibili, che il lettore non può fare a meno di divorare e di amare, che rimangono dentro, sottopelle, e prudono e non si possono dimenticare.



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