Il libro dell'inquietudine

Il libro dell’inquietudine
Bernando Soares è un uomo schivo, silenzioso, osservatore. Lavora come contabile in una azienda della sua città, Lisbona. Dalla finestra del magazzino di tessuti in un quartiere del centro in via dei Doratori nella Baixa, osserva la vita del cuore pulsante della città e la frenesia delle attività commerciali. Lì, sotto il suo sguardo, si intersecano le vie dei Merciai, dei Calzolai,  dei Conciatori, con le botteghe i negozi e persino il barbiere: le sue persiane si aprono sul via vai delle persone, sul loro vociare, sulla quotidianità. Ma le imposte di Soares si aprono anche all’interno verso l’interiorità del suo riflettere, verso il luogo del pensiero, la sua casa, una stanza d’albergo che divide con altre rappresentazioni del sé, un posto reale o immaginario che accoglie le riflessioni di Soares trascritte in forma di diario. Frammenti di vita, pagine dense di descrizioni, impressioni, fotografie di momenti bloccati come in un’istantanea, ma anche voli di fantasia, pensieri aulici che il protagonista raccoglie in quello che egli stesso chiama ‘libro’...
Bernando Soares è uno dei tanti eteronimi di Fernando Pessoa, anzi un semi-eteronimo come lo stesso Pessoa lo definisce, "una semplice mutilazione della mia personalità: sono io senza il raziocinio e l’affettività". Soares/Pessoa parte dalla semplice osservazione del quotidiano per trascenderlo, trasformarlo in ‘inquietudine metafisica’, in dolore assoluto, perfetto, mediante un processo alchemico che non può essere tradotto con una scrittura lineare, una prosa fluida, ma che attinge a piene mani ad un narrare poetico, ad un fraseggiare delirante che si impenna e vola in picchiata per raggiungere livelli di bellezza assoluta. Unico nel suo genere, Il libro dell’inquietudine è considerato l’unico romanzo di Pessoa, un’opera composta da fogli non ordinati in sequenza scritti nell’arco di un ventennio - tra il 1913 e il 1935. Uscì per la prima volta in Portogallo nel 1982 in un’edizione curata da Jacinto do Prado Coelho, ma da allora è stato più volte modificato. L’originale autografo, di proprietà del Fondo Pessoa, è custodito nella Biblioteca Nazionale di Lisbona e tutt’oggi è materia di studio.

 

 

 
 
 
 
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