Il libro rosso di Stalin

In questa raccolta di articoli pubblicati sulla “Pravda”, lettere, saggi, discorsi tra settembre 1924 e febbraio 1946 Vasilij Iosifovič Džugašvili detto Stalin (“Acciaio”) analizza quali circostanze hanno determinato la relativa facilità del crollo del regime zarista e del successo dei bolscevichi nel 1917; delinea e definisce i tratti fondamentali del leninismo; invia una vibrante lettera di protesta alla rivista “Proletarskaja Revoljucija” (immaginiamo gli svenimenti in redazione a ricevere una missiva del genere!) per la pubblicazione di un articolo filo-trockijsta firmato da Abram Sluckij; si appella alla reazione del popolo sovietico con due vibranti discorsi radiofonici, uno undici giorni dopo l’invasione nazista, mentre l’avanzata della Wermacht pare incontrastata e molte città sono sottoposte a pesanti bombardamenti e l’altro nel novembre 1941, con i tedeschi ormai alle porte di Mosca; celebra infine la vittoria su Hitler con un intervento pubblico nel 1946 in occasione delle elezioni del Soviet Supremo dell’URSS…
Pubblicata con il dichiarato (e trasparente) intendimento di ribellarsi alla sistematica opera di demonizzazione e di “hitlerizzazione” di Stalin operata negli ultimi decenni, che oltre a essere storicamente scellerata è stata anche soprattutto funzionale a demonizzare il socialismo rivoluzionario di per sé, questa piccola antologia restituisce alla politica una figura che si vorrebbe relegare alla mitologia. Degli scritti qui raccolti soprattutto colpisce la linearità ideologica, il realismo, l’assenza di enfasi agiografica o peggio autocelebrativa anche quando si ripercorrono i momenti decisivi della Rivoluzione d’Ottobre. Molto interessante la prefazione del volumetto, che ripropone il discorso che Sandro Pertini pronunciò il 6 marzo 1953 in occasione della morte di Stalin, definito dal sanguigno leader socialista - destinato a diventare il Presidente della Repubblica più amato della storia italiana - “gigante della storia” e campione della pace la cui memoria “non conoscerà tramonto”.

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