Il lupo

Il lupo

Parigi, 11 marzo 1944. In un appartamento al numero 22 di rue Le Suer, nel cuore dell’elegante XVI arrondissement, giunge un odore nauseabondo ˗ caramello bruciato, o gomma bruciata, o arrosto di scarsa qualità bruciato ˗ dal palazzo di fronte, il numero 21. La fonte di quel puzzo è uno strano fumo che da cinque giorni esce incessantemente da un comignolo. Per questo motivo i coniugi Jacques e Andreé Marçais decidono di chiamare la polizia. Quando giungono sul posto, i gendarmi e i pompieri si trovano davanti ad uno spettacolo raccapricciante: quelli che stanno bruciando nella stufa sono resti umani: arti, teschi e ossa. Dalla parte opposta della città, nel frattempo, il commissario Georges-Victor Massu, capo della Brigade Criminelle, ha appena finito di cenare con la moglie e il figlio, quando riceve una telefonata. Il caso di rue Le Suer è ufficialmente suo. È così che iniziano le indagini e i primi sospetti ricadono sul proprietario dell’appartamento: Marcel Petiot, il “medico del popolo”, l’uomo dai mille volti. Il serial killer che verrà ricordato come “il lupo di Parigi”…

Il lupo è di David King è una non fiction novel, un giallo storico che narra le vicende di Marcel Petiot, spietato, camaleontico ed enigmatico serial killer che nella Parigi occupata dai nazisti, vero e proprio terreno di conquista della Gestapo, fu accusato di ventisette omicidi e sospettato di sessantatré. Un uomo dai mille volti: vicino alla Resistenza, un medico del popolo, sempre vicino ai più deboli. Un assassino, un calcolatore, un sadico. Fa da contraltare a questa oscura figura il commissario Massu, colui che ispirò Georges Simenon nella creazione del suo Maigret. È su questi due personaggi che David King costruisce un romanzo in cui prende forma un’umanità che vive quotidianamente il dramma di un’occupazione che segna di fatto il momento più buio della secolare storia francese: ebrei in fuga, pugili, poliziotti, criminali, soldati e partigiani. E nelle pagine de Il lupo s’incontrano anche Jean-Paul Sartre, lo stesso Simenon e Albert Camus. La bellezza di queste pagine risiede proprio nella puntualità della ricostruzione storica, fatta di umori, odori, sapori colori e atmosfere del tempo. E con un ritmo serrato, King dà vita ad un’opera completa, piena di riferimenti culturali; un romanzo che da giallo storico si trasforma in legal-thriller, fino ad un epilogo che lascia irrisolti molti interrogativi. Una crime story praticamente perfetta.



 

 

 

 
 
 
 

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