Il lupo nel furgone bianco

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Quando Sean rientra a casa dall’ospedale riesce già a camminare, ma il babbo lo porta in braccio fino alla sua stanza perché il rischio di cadere è ancora troppo alto. Ogni giorno, per tantissimo tempo, Sean e il padre ripetono lo stesso percorso. Gli occhi di Sean si posano ogni volta sulla libreria e poi sul quadretto con una scena western nel crepuscolo: un paesaggio azzurrino in primo piano e sullo sfondo delle sagome umane, dei cacciatori con il cappello in testa, i fucili appoggiati sulle spalle e un filo di fumo che sale verso il cielo. Dopo il quadro c’è la mensola con il telefono a disco e sulla parete opposta il bagno, dove Sean passa tantissimo tempo. La pelle ricostruita è molto sensibile alla temperatura, all’umidità e il dolore arriva improvviso e forte, a cui segue il prurito minaccioso. Ma i genitori sono rapidi a farlo uscire dalla vasca. Superato il bagno ci sono la sua camera e quella dei suoi genitori. Anche quella notte aveva fatto lo stesso percorso, si era fermato davanti alla porta, ma non era entrato nella stanza dei suoi, perché non lo aveva fatto?

John Darnielle, chitarra e voce dei Mountain Goats, con Il lupo nel furgone bianco , secondo libro pubblicato, dimostra di essere capace di scrivere non solo musica e testi di canzoni per il suo gruppo, ma di destreggiarsi anche molto bene con la prosa, in cui le sofferenze vissute in prima persona (divorzi, abusi infantili, droga…) sono rielaborate per dar vita a un racconto eccezionale e così delicato da rientrare tra i finalisti del National Book Award. La protagonista della storia è l’immaginazione, un mezzo potente per fuggire dalla realtà; che sia dolore fisico o solitudine, attraverso l’immaginazione si può trovare rifugio in un universo fittizio e lì incontrarsi con altri che vivono la stessa condizione, oppure dar vita alle fantasie più mostruose e trovare consolazione in percorsi predefiniti o ancora essere protagonisti di avventure fantastiche, immedesimandosi in ruoli impossibili senza correre reali pericoli. O forse no, forse quando ci si convince che quei mondi possano farsi reali, il pericolo di perdersi diventa tangibile e la sopravvivenza è a rischio. Sean, la voce narrante, inventa Traccia italiana , un geniale gioco di ruolo ambientato in un futuro post-atomico, giocato esclusivamente tramite posta tradizionale, con sottoscrizioni a pagamento; e mentre Sean racconta, si svelano le emozioni profonde e i particolari degli eventi che lo riguardano, piano piano tutto acquista un senso. Un libro innovativo che ha in sé una trama brillante, già pronta per essere trasformata in un film intenso, un video gioco travolgente, un gioco da tavola avvincente e anche un fumetto intrigante. Lo stile fresco e immediato, semplice e naturale anche quando affronta tematiche drammatiche, mantiene il lettore avvinto, perso dentro il flusso dei pensieri dalla prima all’ultima pagina.



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