Il maestro di Garamond

Il maestro di Garamond
Il giovane incisore francese Claude Garamond ha perso il suo maestro e miglior amico: Antoine Augerau, maestro incisore, letterato, umanista, genio e tipografo,  nato a Fontenay La Comte, nella regione del Poitou  nel 1485, che è stato giustiziato per impiccagione il 24 Dicembre 1534 a Parigi, in Place Mauber. Il suo corpo è stato bruciato su un rogo  alimentato da libri con l'accusa di essere l' eretico e blasfemo autore di manifesti contro la messa cattolica, affissi in tutta la capitale. Il suo allievo, e figlio della donna che Augerau aveva poi sposato, Claude, assiste all'atroce pena capitale e si promette di scoprire la verità: chi ha scritto in realtà quei manifesti? E chi li ha poi stampati? Le strade del quartiere degli stampatori di Parigi, Grand-Rue Saint-Jacques, diventano il teatro delle vicende quotidiane del ragazzo, impegnato a spazzare i locali della tipografia da cui è assunto, correre da una bottega all'altra e imparare i rudimenti del mestiere... 
Anna Cuneo ha chiare origini italiane, ma è svizzera e scrive in francese. Il suo libro si commenta da solo, ma per chi non lo avesse letto basti questo: capolavoro. Minuziosa la descrizione della storia, e lampante è  il gusto per la ricostruzione da parte dell'autrice; reali gli scenari e i luoghi ivi descritti: il lettore non dovrà impegnarsi per immedesimarsi nella storia. La vicenda è ambientata in un periodo violento e tumultuoso, caratterizzato dalla Riforma e dalle conseguenti persecuzioni religiose, lotte dinastiche e innovazioni scientifiche, frutto del nuovo pensiero umanista. Viene ripercorsa tutta la storia professionale e umana del protagonista, che incontra personaggi come Calvino, Erasmo, Margherita di Navarra, Rabelais. La lettura scorre, i dialoghi sono semplici ed immediati, a volte troppo moderni per mots-pout-le-dire (si diceva davvero “Io sono una forza!” nella Parigi del 1500?), ma sembra davvero di essere a Parigi,e poi Venezia al cospetto di Manuzio, e poi Basilea. Antoine Augerau affascina i lettori come affascina la madre di Claude; affascinano la sua storia e la sua fine. Ma chi di noi si ricordava di Augerau? Il suo allievo, narratore dei fatti, Claude Garamond, è più famoso e citato, forse perché il carattere Garamond è uno dei più utilizzati dai computer di tutto il mondo. Ma Claude non sarebbe stato senza Antoine, e questo dimostra il testo della Cuneo. Ottimo, veramente. Ricostruzione storica che non si interrompe con la fine del libro, con l'inizio dello stesso e la morte di Antoine Augerau. A pagina 443 troviamo un capitoletto interessante,”che ne è stato dei miei amici?”: qui, la Cuneo ci racconta” che ne è stato dei personaggi” citati nel libro.  E non ci lascia a bocca asciutta, ma ci mostra come una innovazione come la stampa, capace di trasmettere cultura, forse oggi sottovalutata, diventa rischiosa se mal utilizzata. O semplicemente malinterpretata. 

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