Il maledetto United

Il maledetto United
“Cassius Clay diventa Muhammad Alì. I Quarrymen diventano i Beatles. Lesley Hornby diventa Twiggy e George Best diventa Georgie Best. Superstar. È un nuovo mondo. È una nuova Inghilterra. Gli inserti a colori. Le televisioni a colori. I nuovi giornali. Il Sun. Le rubriche e i dibattiti”. In questa “nuova Inghilterra” si muove Brian Clough, un ex calciatore diventato allenatore dopo un brutto incidente. A ventinove anni, dopo avere segnato 251 goal in 274 partite e aver collezionato due presenze in nazionale, Brian si ritrova con la lacerazione completa del legamento crociato e del mediale. Ma lui non è uno che molla, e non vuole ridursi a gestire un pub o un chiosco di giornali. Ecco perché è diventato allenatore. Quello sarà il suo futuro, anche se Brian lo vivrà sempre come un ripiego. Eppure è bravo, talmente bravo che – nel giro di pochi anni – gli offrono di allenare il Leeds United. La squadra che lui odia. Odia il Leeds e odia l’allenatore che deve sostituire, Don Revie. Brian li odia perché rappresentano tutto quello che per lui il calcio non deve essere: accordi, corruzioni, strategie ai limiti della legalità. Brian Clough è un uomo brusco, un bevitore, un duro attaccato ai soldi, eppure ha un solido senso morale. Così impone alla squadra e ai dirigenti una gestione onesta della società. Vuole vincere nel modo “giusto”, senza più trucchi, né contestazioni e, soprattutto, senza più mazzette. Sarà durissima e Brian si ritroverà sempre più solo, alle prese con calciatori ricchi, pigri e viziati, ancora devoti al vecchio mister...
Il maledetto United è stato definito dal suo autore una “fiction basata su fatti reali” e in effetti Brian Clough è stato un uomo di punta del calcio inglese, famoso per essere riuscito a vincere due Coppe dei campioni consecutive, nel 78/79 e nel 79/80: David Peace, tuttavia, ci racconta solo i 44 giorni che Clough ha trascorso con il Leeds nel 1974. Lo stile è un flusso di coscienza del protagonista, in cui informazioni reali e fatti storici si mescolano con una buona dose di finzione. Quello che ne emerge è il ritratto di uno spirito spigoloso e libero, animato da sentimenti di vendetta, senza amici e in continua lotta coi propri demoni e con le tentazioni dell’alcol. Brian Clough è un personaggio che conquista il lettore, un idealista pieno di contraddizioni che si batte nel mondo del calcio inglese degli anni settanta come fosse l’eroe tragico di un’epopea moderna. Le pagine sono fitte di dialoghi, di panoramiche fredde su campi di calcio spazzati dal vento, di camere d’albergo sature di sigarette e di poche, discrete, fondamentali figure femminili. E di battute fulminanti: “Hai uno stipendio di 15000 sterline l’anno; il doppio di quanto prende l’Arcivescovo di Canterbury", “Posso solo dire che lo stadio di Derby è pieno, e le chiese sono vuote". Il Times ha definito Il maledetto United il più grande romanzo mai scritto sullo sport. David Peace, già autore di una acclamata quadrilogia di romanzi noir, la saga del Red Riding Quartet, è stato paragonato spesso a James Ellroy ed è considerato a ragione uno dei migliori scrittori inglesi. Da Il maledetto United è stato anche tratto un film, uscito in Inghilterra lo scorso marzo, diretto da Tom Hopper e interpretato da Michael Sheen.

 

 

 

 
 
 
 

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