Il marchio del diavolo

Il marchio del diavolo
Roma, 24 settembre 1139. Maél Maédóc Ua Morgair ˗ il nome gaelico di Malachia ˗ vescovo di Down, si trova in Laterano, ospite di papa Innocenzo II. Ha dovuto affrontare un lungo viaggio dall’Irlanda attraverso la Scozia, l’Inghilterra e la Francia ˗ dove ha incontrato Bernardo di Chiaravalle ˗ per assistere ad un fenomeno astrale unico: seguendo le indicazioni dei grandi astrologi che lo hanno preceduto, sa che quella notte avverrà un’eclissi totale di luna, in concomitanza con una serie di eventi celesti. Si siede. Guarda le stelle, ne scorge centododici e inizia a scrivere. Da quel momento in poi ci saranno altri centododici papi prima della fine della Chiesa e del mondo conosciuto. Roma, 2000. Elisabetta Celestino è un’archeologa che sta compiendo degli studi nelle catacombe di San Callisto. Ma il Vaticano le ha ordinato di interrompere gli scavi e ora lei è a terra, in una pozza di sangue: è stata aggredita e accoltellata insieme a Marco, il suo fidanzato, e prima di perdere i sensi è riuscita a vedere un particolare del suo aggressore che non dimenticherà mai più. Roma, oggi. La quotidianità di suor Elisabetta è stata interrotta perché la Pontificia Commissione di Archeologia Sacra vuole che lei, un’ex archeologa, compia un sopralluogo nelle catacombe di San Callisto. Qui, nel colombario, trova dei strani simboli astrologici e decine di scheletri con un’anomali fisica: una coda, la stessa che aveva il suo aggressore. In concomitanza con il conclave per la scelta del nuovo papa, suor Elisabetta Celestino si trova catapultata, suo malgrado, in una vicenda che affonda le radici ai tempi di Nerone e della persecuzione dei cristiani e si sviluppa attraverso un filo rosso che ripercorre la profezia di Malachia e il Faust di Christopher Marlowe...
Ve la immaginate una suora italiana protagonista di una serie di eventi che solo a pensarci vengono i brividi? Lo ha fatto lo scrittore newyorchese Glenn Cooper ed è così che è nato il suo quarto romanzo, Il marchio del diavolo, la cui protagonista, suor Elisabetta Celestino, si trova coinvolta in una vicenda che ci fa ripercorrere la Roma medievale, quella di Nerone e della crocifissione di Pietro, quella attuale, alle prese con i preparativi di un conclave, fino ad arrivare all’Inghilterra elisabettiana ˗ vessata dalle guerre di religione tra protestanti e papisti ˗ e all’oscura e mefistofelica genialità di Christopher Marlowe. Sono molte, quindi, le tessere del mosaico che il lettore è chiamato a comporre, in una struttura narrativa che mescola finzione e verità storica, religione e l’immancabile archeologia che è ormai diventata un marchio di fabbrica di Glenn Cooper. E poi c’è l’atavica lotta tra il bene e il male; il ruolo della Chiesa; l’astrologia, la simbologia e la profezia di Malachia. E gli uomini con la coda, i Lemuri, disposti a tutto pur di conquistare il potere e dare inizio ad un nuovo ciclo. Insomma ci sono tutti i presupposti per restare incollati alla pagina, perché Il marchio del diavolo, oltre a solcare mari conosciuti, riserva davvero molte sorprese. 

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