Il messaggio nella bottiglia

La mattina del terzo giorno erano ancora rinchiusi in quella fetida rimessa per barche. I loro vestiti erano impregnati oramai dall'odore di catrame e alghe. Dei due fratelli, uno ancora dormiva. L'altro - con gli occhi sbarrati per vincere la penombra di quel posto - vagava in cerca di qualche soluzione che gli permettesse di uscire al più presto di lì, prima che lui tornasse. Avevano pregato Geova pur sapendo che oramai si erano imbevuti di peccato e nulla li avrebbe potuti più salvare. Intanto mezza sepolta a pochi passi dall'uomo giaceva una bottiglia incredibilmente ignorata dai due fino a quel momento. Il ragazzo, contorcendosi per il peso delle catene che lo tenevano imprigionato al muro, aveva provato immediatamente a liberarla. Avrebbe potuto romperla e utilizzarne i vetri per liberarsi. Ma la posizione innaturale delle braccia non glielo aveva permesso. Un'altra idea a quel punto gli era balenata. Strappò un grosso pezzo di carta sulla quale era seduto, con una scheggia si ferì ad un dito e con il sangue compose nel più veloce tempo possibile quello che probabilmente sarebbe stato il loro ultimo grido di speranza verso il mondo esterno. Poi rinchiuse il tutto nella bottiglia e da una crepa delle assi del capanno la spinse nel mare, proprio quando gli pneumatici di un'auto frenarono a pochi passi dalla loro prigione... Carl Mørck è a capo della Squadra Q della polizia di Copenaghen, quella particolare sezione in cui finiscono i casi irrisolti. Lui e i suoi assistenti Assad e Rose, non bastassero gli innumerevoli problemi che affliggono il dipartimento e la loro vita, scoprono quella mattina l'esistenza di una bottiglia al cui interno pare vi sia un messaggio scritto addirittura con il sangue. La bottiglia sembra aver trascorso un passato quanto meno travagliato, fatto di incurie, dimenticanze e lungaggini burocratiche, che l'hanno portata a innumerevoli esposizioni agli agenti atmosferici e che ora, a quanto pare, ne hanno compromesso quasi completamente il contenuto. Cosa c'è scritto su quel foglio impregnato di salsedine? È davvero sangue quello impresso sulla carta? Da dove arriva quella misteriosa bottiglia?
Terzo episodio della saga del rude ispettore Carl Mørck e della sua scalcagnata compagnia della Squadra Q della polizia danese - quella esperta in casi irrisolti - per lo scrittore scandinavo Jussi Adler-Olsen, considerato da molti il vero erede di Stieg Larsson. Questa volta la squadra di poliziotti dovrà vedersela, tra magistrali colpi di scena e fulminanti coup de théâtre, con il fatidico messaggio nella bottiglia, lanciato tempo prima, come anticipato nel prologo, da due fratelli imprigionati in una vecchia rimessa per barche. Chi sono i due ragazzi? Chi li ha rapiti? Da dove arriva quel messaggio disperato? È quello che l'ispettore Mørck cercherà di capire affondando le mani in un puzzle sempre più vorticoso e ipnotico di azione e disperazione, tra le cupe atmosfere delle sette religiose. Un thriller a tutto ritmo che coinvolge e spiazza, turba e coinvolge in un crescendo di gelido pathos.

 

 

 

 
 
 
 
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