Il mezzo re

Il mezzo re
È notte sul Gettlan, una di quelle notti in cui il vento gelido che viene dal mare si infiltra nelle abitazioni facendo gemere le serrature e costringendo tutti a starsene chiusi in casa. È in questa notte foriera di tempesta che Yarvi si prepara alla prova finale per diventare Ministrante ed intraprendere la lunga strada di studio ed abnegazione per giungere a sedersi accanto allo Scranno Nero come primo consigliere del re. Proprio lui, legittimo erede al trono del Gettland, che uno scherzo del destino ha voluto far nascere con una mano deforme costringendolo ad un'infanzia ed una vita di derisione ed emarginazione. "Un uomo brandisce la falce e la scure. Un uomo spinge il remo e annoda veloce. E soprattutto un uomo imbraccia lo scudo....Che genere d'uomo non può far niente di tutto ciò?" Ma proprio adesso che Yarvi ha trovato la sua strada, qualcosa in cui è veramente bravo, l'improvvisa uccisione del padre e del fratello lo riporta improvvisamente e violentemente alle sue origini e ai suoi doveri. Ora è lui il nuovo Re...
Primo capitolo della Trilogia del Mare Infranto, Il mezzo re ci porta in altri luoghi - diversi da quelli del Mondo Circolare al quale Abercrombie ci aveva abituato - in un mare chiuso e tumultuoso sul quale si affacciano terre selvagge e selve oscure. Altre ambientazioni e nuovi personaggi non ci impediscono però di appassionarci all'avventura - appena iniziata - di Yarvi. Legittimo erede al trono, Yarvi è deriso dai suoi sudditi ed allontanato persino dal padre, che proprio non riesce ad accettare un figlio menomato, che non possa imbracciare lo scudo e dimostrare il proprio valore in battaglia. Tanto ci ricorda il Tyrion Lannister de Le cronache del ghiaccio e del fuoco, odiato dalla sua stessa famiglia eppure sempre in grado di rialzarsi dopo ogni caduta, di contrapporre intelligenza ed astuzia alla pura forza fisica, di vincere, perché "c'è sempre un modo" per vincere. Una storia di tradimenti e vendette - tema caro ad Abercrombie - da leggere tutta d'un fiato fino al riscatto del protagonista. Al quale sentiamo già di esserci affezionati.

Leggi l'intervista a Joe Abercrombie

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