Il mio cuore sconosciuto

Il mio cuore sconosciuto
I battiti del suo cuore continuavano a diminuire. Intorno, lacrime e silenzio. Tara non c’è: a sua figlia di 5 anni non è permesso entrare in rianimazione. Pochi attimi di vitalità causati dalla dobutamina. Poi più nulla. Buio. Morte. Charlotte sogna i suoi ultimi momenti e il suo funerale. Strano, lieto. In tv raccontano la sua biografia: Charlotte Valandrey è un’attrice famosa. A 17 anni contrae il virus dell’AIDS, che le toglie tutto: lavoro, amici, amore. Poi arriva l’AZT (la triterapia), faticosa per il cuore, ma che le permette di dare alla luce Tara. Sieronegativa. A 34 anni il cuore non regge più. Il trapianto arriva presto. Ed anche l’isolamento. Ancora buio. Ma Charlotte ha urgenza di vivere. Vuole amare ed essere amata. Fortemente, inequivocabilmente, concretamente. “Ho vissuto senza precauzioni. Senza mezze misure, è la mia natura. Non ho mai saputo regolarmi in altro modo. Tutto mi ha colpito al cuore, sempre”. Così nasce il suo libro e torna l’affetto del pubblico. Charlotte sembra rinata. Quando si affacciano strani sogni, una presenza, forte, dentro di lei. Chi è la donna che le ha donato il cuore? La ricerca la porta tra le braccia del dottor Leroux. Ma l’amore le chiede di aspettare e lei non sopporta l’attesa. Vuole, deve bruciare la vita. Sempre quella sensazione di urgenza. I sogni tornano, prepotentemente, a farle visita. La ricerca si fa più intensa con l’aiuto di Lili, la sua migliore amica, tra sedute da sensitivi e veggenti e richieste in ospedale. Dove la condurranno i sogni? Troverà il nome del suo donatore? Tornerà l’amore per Charlotte? Una lettera azzurra potrebbe essere la risposta ai suoi interrogativi.
Tutto il racconto ruota intorno al cuore di Charlotte che diventa metafora della capacità di amare, di appassionarsi, di vivere. Di rivivere. Con più forza e determinazione. Charlotte è un’eroina dei nostri tempi che non si ferma davanti alle difficoltà. Il racconto, autobiografico, è intenso e coinvolgente perché tocca le corde più profonde dell’uomo. Affronta quei temi delicati cari a ciascuno: l’amore, la morte, la vita. Il lettore è travolto dalla passione di Charlotte per la vita, è sconvolto dalla sua forza, è pungolato continuamente dalle sue riflessioni. A volte si perde nel labirinto delle emozioni. Ma certamente non può rimanere indifferente. La vita di Charlotte suscita nel lettore (ma la riflessione dovrebbe essere allargata alla società civile) ulteriori  interrogativi: esistono davvero le memorie cellulari? Oggi c’è ancora discriminazione verso l’AIDS? È giusto non poter conoscere l’identità del donatore di organi? Con frasi brevi ma incisive, l’autrice racconta i suoi momenti, le sue riflessioni, i suoi pensieri. Come ad esprimere l’urgenza di raccontare tutto. Ogni attimo, ogni emozione. Come a voler mettere ordine. Una sorta di diario. Del cuore. Il romanzo pare finzione, ma tutto quello che è raccontato è realtà. Perché, davvero, la vita, la realtà supera la fantasia. E ci sorprende.

 

 

 

 
 
 
 
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