Il mio impero è nell'aria

Il mio impero è nell'aria
É il 31 ottobre 1996. Vic Gamalero ha diciannove anni quando decide di barricarsi nel bagno della sua abitazione. Per raggiungere un isolamento totale - anche acustico - dall'esterno, ha ridotto ulteriormente con degli assi, calcestruzzo e stucco, lo spazio della già angusta stanza, insonorizzandola col rumore di phon, ventole, radio e rubinetti aperti. Dall'altro lato della barricata il mondo reale e sopratutto l'unità perduta della sua famiglia, che per una volta ritorna a far capolino riunita davanti a quella porta chiusa. Suo padre “[...] un sempreverde dell'etica quotidiana”, uomo dalle pochissime parole e dall'educazione apparentemente irreprensibile, senza vizi, scheletri nell'armadio o persino multe da pagare. Sua sorella, ragazza religiosissima che non appena appreso della clausura del fratello ha intrapreso col suo gruppo spirituale una serie di preghiere private e comunitarie. Suo fratello maggiore, un notaio emaciato e tutto d'un pezzo che tenta ripetutamente di stanarlo con le sue prediche giuridiche e poi lei, sua madre, donna schiava e inerme, disperata  davanti a quel figlio che le è venuto su così 'problematico' e che ora le sta definitivamente rovinando la vita grazie alla sua irrefrenabile e maniacale passione per il denaro. La donna le prova tutte per convincerlo ad uscire, fino ad umiliarsi, fino a rimanere sola a combattere quella battaglia personale, fino ad ammalarsi. Poi, d'improvviso, la sera dell’1 dicembre la porta del bagno finalmente si apre. Che Vic ne uscirà? Basterà la fine di quell'autoreclusione a farlo riconciliare con il mondo circostante? O sarà l'improvvisa successiva malattia della madre a concedergli finalmente la necessaria chance di riscatto? E il legame indissolubile tra denaro e amore altrui riuscirà per Vic a dissolversi?...
“ Per quanto fatichiamo ad accettarlo, siamo tutti molto più simili agli operatori di Borsa, fissi davanti ai loro numeri in fibrillazione globale, come in una guerra di trincea che trasforma la malinconia in profitto”. Gianluigi Ricuperati,  qui all'esordio con la narrativa (ma già apprezzato e autorevole saggista), con questa affermazione dà una perfetta chiave di lettura del suo potente e disturbante romanzo. Il personaggio della sua storia Vic Gamalero inizia infatti la sua precoce carriera di 'instabile' di professione barricato nel bagno di casa sua grazie ad un ricatto adolescenziale ai danni della sua prima vittima, sua madre. Da lì in poi, incapace com'è di slegare convenienza monetaria ed affetti, non si fermerà più. Prima la famiglia, poi le donne, poi il lavoro, poi l'intera società – che proprio del denaro peraltro ha fatto un'inguaribile malattia - tutti utilitaristici strumenti per dissetare la sua immaturità dolorosa, la sua ossessione, la sua scalata indeterminata all'accumulo bulimico di contante. Vic Gamalero è “[...] un vero e proprio mago dell'assenza di concentrazione”, incapace di focalizzare la propria vita e se stesso su un unico punto fermo, pronto a cadere ma capace ogni volta di reinventarsi, prima di tornare a risorgere. Una figura inquietante e fortissima quella di Gamalero, alla quale Ricuperati (coadiuvato dai fidi Martina Testa, Christian Raimo e Nicola Lagioia) ha lavorato per anni di spatola e cesello. Una figura impossibile da digerire facilmente, persino una volta giunti ai titoli di coda.  

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