Il mio vero nome

Il mio vero nome

C’è un tizio chiamato Mister Poof che è disposto a farti sparire dandoti una nuova identità. Nessuno sa chi sia, ma se sei sufficientemente smart e sveglio riesci a trovarlo. Di solito uno così ti serve quando l’hai combinata talmente grossa che forse sarebbe meglio farla finita. A quel punto lui interviene facendola finita per conto tuo, uccidendo la tua vita precedente per dartene un’altra, pulita e immacolata, totalmente diversa e slegata dalla precedente. Io sono riuscito a trovare Mr. Poof e ora sono seduto davanti a lui, sorseggiando un orribile caffè americano all’Aeroporto Internazionale Pearson di Toronto. Sono riuscito a farla franca, a lasciarmi alle spalle complotti e una scia di morti da far impallidire le trame inspiegabili da Strategia della tensione. C’è soltanto l’ultima prova da affrontare: devo raccontare al mio salvatore tutta la mia storia, la storia di un avvocato disgraziato abituato a flirtare con la ketamina e a rimestare nel torbido per qualche guadagno extra finchè, a un certo punto, il gioco ha iniziato a farsi duro e insostenibile. Mister Poof deve sapere tutto, perché la sua unica condizione per la mia nuova vita è la qualità della mia storia; il mio oscuro passato deve toccargli il cuore e persuaderlo a darmi il passepartout per il futuro, altrimenti per me non ci sarà speranza. Eccomi quindi pronto a vuotare il sacco. Tutto è iniziato nel febbraio 2004 e, guarda caso, tutto è iniziato con una donna…

Mauro Pusceddu, magistrato, già avvocato, boy-scout, maratoneta interiore, appassionato di giardinaggio, componente di un collettivo di scrittura e collezionista di francobolli pubblica per la prima volta un’opera in solitaria, dopo essersi finora cimentato soltanto come co-autore. Il risultato è senza dubbio positivo, perché questo Il mio vero nome è un thriller in salsa sarda che sa stare in piedi grazie a un pugno di intuizioni davvero felici che vanno dalla creazione del personaggio di Mister Poof fino alla “riapertura” del caso Moro, passando per un protagonista solido e anti-eroico quanto basta. Infischiandosene della verosimiglianza narrativa, Pusceddu segue le sue chimere fino in fondo tra continui capovolgimenti di fronte e colpi di scena che, nonostante uno stile talvolta ampolloso e verboso, tengono incollato il lettore sino a un finale sorprendente e davvero inaspettato. Posseduto dal daimon della trama, l’autore riesce a oltrepassare i suoi stessi, fisiologici, limiti da quasi esordiente, avendo dalla sua una “storia che funziona” e destinata a cogliere nel segno pressoché da sola. Chiaramente per il futuro sarà necessario fare qualcosa in più, soprattutto sul piano formale e di gestione della narrazione, ma per ora direi che non ci si può davvero lamentare visto che abbiamo un thriller/noir intricato e ricco di colpi di scena, personaggi ben costruiti e ambientazioni dipinte con i giusti chiaroscuri.



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