Il mistero dei libri perduti

Il mistero dei libri perduti
Pare proprio che Tea Reali ce l’abbia fatta a realizzare il suo sogno, finalmente: l’editore Wizard le ha dato un appuntamento perché è interessato a pubblicare il suo romanzo e, cosa fondamentale, non le ha fatto nessuna richiesta di denaro, al contrario di altri. Tuttavia, l’edificio fatiscente, l’individuo inquietante e viscido che l’accoglie e le presenze malefiche nel suo ufficio mettono  a disagio Tea al tal punto che, alla prima occasione, lei afferra il suo manoscritto e scappa. All’improvviso nel buio qualcuno le strappa il libro dalle mani e lei lo rincorre. Dopo un attimo di smarrimento quando scopre che a derubarla è stato un esserino basso dal lungo nasone e i capelli ispidi- un troll!- Tea cerca di rovistare  nell’enorme sacco del ladro per recuperare quel che le è stato sottratto. D’un tratto si sente precipitare e si ritrova  a Buchenland, uno strano paese sotterraneo abitato dai troll ma anche da elfi, pixie, gnomi, centauri, lepronti, unicorni ed altre fantastiche creature. A Buchenland tutto è fatto di libri, che vengono utilizzati come materiale di costruzione, ma nessuno sa leggere o scrivere. Quando infatti il Nefasto Morten, tre secoli prima, ha sconfitto la regina Wakandha, che adesso giace addormentata sotto la Cascata Parlante, ha fatto un terribile incantesimo sul suo regno per cancellare la capacità di leggere e scrivere dei suoi abitanti e anche quella di fare magie. Grazie ad una profezia Tea scopre di poter aiutare Adelindo, il troll che le ha rubato il libro, e i suoi amici di Buchenland ad infrangere  l’incantesimo e a restituire a Wakandha il suo regno perduto. Solo così Tea avrebbe la possibilità di tornare nel suo mondo. Ma davvero può risvegliare la regina dal suo sonno e restituirla a Buchenland? E cosa c’entra  l’ambiguo Wizard in questa strana storia?...
Questo romanzo è senza dubbio un fantasy classico, ambientato in una terra incantata, un misterioso mondo parallelo abitato dai troll e da tutti i personaggi cari agli amanti del genere. Novella Alice, la protagonista precipita, e ci accompagna, a Buchenland, una terra il cui nome, dal tedesco, dovrebbe significare qualcosa come “città di libri”, nel senso “tragico” però che fa eco alla scrivania fatta di libri invenduti di Bob Young. In questo mondo i libri sono solo oggetti perché nessuno li sa leggere, e quindi renderli vivi, e questa “magica capacità”e il potere della conoscenza sono stati strappati ai dolcissimi troll dal Male. Il servitore del Malvagio è l’editore Wizard: anche lui non ha un nome casuale. Wizard (che significa Mago) è il capo dei Terribili Quattro, un gruppo di supercriminali in un noto fumetto della Marvel e ricorda moltissimo l’editore di giochi fantasy Wizards, divenuto noto con le carte collezionabili di Magic, il famoso gioco ruolo. Niente pare lasciato al caso, insomma, in questa bella favola da leggere ai più piccoli, ma che è anche una incantata metafora destinata agli adulti, come è appunto nella migliore tradizione della Favola in quanto genere. Metafora della vita che può fa riflettere sul valore dell’amicizia, della solidarietà, del rispetto del diverso in un percorso di crescita che insegnerà qualcosa a ciascuno dei protagonisti; o sull’importanza dei sogni e sulla volontà di crederci senza indulgere a compromessi e scappatoie; o metafora della contrapposizione classica tra Bene e Male, in una storia in cui i buoni e i cattivi sono trasparenti e ben definiti. Ma questa favola si presta anche ad una lettura più significativa di carattere storico-sociologico che esalta il potere della conoscenza e della lettura come strumenti imprescindibili per essere davvero liberi e consapevoli. Non a caso il Cattivo utilizza l’ignoranza come arma per tenere sottomessi i più deboli. Inoltre, la riflessione si allarga anche alla delicata questione dell’editoria a pagamento, contro la quale la Zero91, con una cordata di altri editori, si è fatta promotrice di una interessante campagna. Su tutto poi, la brava Miriam Mastrovito, una passione infinita per il mondo fantasy riversata, oltre che nei suoi romanzi, in un negozio da fiaba, ci ricorda che leggere è sognare, fantasticare, è vivere mille storie, è vivere la magia racchiusa in ogni libro, appunto perché “Leggere è magia” come recita la quarta di copertina e, come dice l’autrice, “è necessario conservare da adulti il sense of wonder che ci accomuna tutti nell’infanzia” perché “il senso di meraviglia è il motore della conoscenza”. Libro consigliato, dunque, a chi cerca una lettura piacevole e scorrevole dal linguaggio elegante e dal sapore d’infanzia; a chi ha amato Biancaneve, La storia infinita, Il Mago di Oz e Il Signore degli Anelli; a chi vuole sorridere con semplicità di maghe pasticcione che ricordano Maga Magò e di gufi parlanti; a chi vuole sognare di un amore impossibile stile Sirenetta; a chi crede ancora nelle favole e nell’incanto della parola.

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