Il mistero della gazza ladra

Il mistero della gazza ladra
Lungariva, golfo del Tigullio, immaginario piccolo centro di turismo scicchettino, tipo Santa Margherita Ligure. Luigi “Gigi” Berté viene chiamato sulla scena di un omicidio: nel proprio appartamento è stata uccisa la commercialista nubile Luciana Rosa Saturno, 45 anni, nata e residente ad Asti, diplomata a Torino, laureata a Milano, che da quattro anni aveva vari clienti anche lì sul mare. Ha la testa fracassata (da un piede di porco), le cuffie auricolari ancora al collo, la bocca piena di monete estere, tre tarocchi sul petto (la Morte, la Torre, il Diavolo). Il commissario è un omone alto di oltre 90 chili, 42 anni, porta i capelli con una coda crespa, spesso risulta brusco e irascibile ma efficace, di origini calabresi e figlio (unico) d’arte, da qualche decennio orfano (genitori travolti da un tir) a Milano (e milanista), scrittore alla ricerca di un editore. L’hanno esiliato in Liguria per motivi disciplinari, si è lasciato con Patty (dopo 8 anni), vive alla pensione Aurora gestita da Marzia, ormai da un anno fanno riservata innamorata coppia (il marito di lei è sempre in viaggio). La sera prima del delitto c’era stata una lunga trafila di visite a casa dell’uccisa, non si capisce chi sia stato l’ultimo: il tassista (e occasionale amante), l’amica cartomante, l’ex devoto compagno, la donna delle pulizie, il cliente proprietario della pizzeria, la cliente anziana col marito invalido, forse un amante segreto e lontano. Per distrarsi Berté scrive un racconto noir, L’erba miseria, quelle piante infestanti, un po’ come la commercialista…

Le sorelle milanesi Elena e Michela Martignoni hanno scelto lo pseudonimo mascolino Emilio Martini e continuano la serie, siamo al quinto romanzo (oltre a una raccolta di racconti) con protagonista il commissario con la coda, in terza fissa e in corsivo i brevi pensieri del suo stesso personale esame di coscienza, utile visto che possiede zero autocontrollo. Il PM di turno, la bella intelligente Irene Graffiani, gli garantisce fiducia e corda e gli affianca un finanziere perfettino per controllare bene i conti. Berté ben presto intuisce una certa sceneggiata: la disordinata arrembante commercialista veniva percepita da alcuni angelo da altri diavolo (come quasi tutti), da alcuni rondine da altri gazza ladra (da cui il titolo). I comportamenti concreti (via via verificati) giustificavano entrambe le versioni, ma la tendenza era che accumulava denaro contante e lasciava insoddisfazione crescente. Poi anche ognuno dei sospettati ha qualcosa da nascondere, anche se non inerente all’omicidio. Dal Brasile torna la voce di Caetano Veloso, Born it blue. Un calice di Pigato va bene sia per l’aperitivo che per il fritto misto. Restano in sospeso un paio di questioni: nell’eventualità che Marzia riesca a parlare col marito (comandante di lungo corso) ferito e ricoverato in Sudafrica poi si trasferiranno davvero nella casa gialla? E ci sarà un editore che pubblicherà sia “Farfalla nera” che il nuovo racconto (appena letto) del commissario vicequestore aggiunto? La scrittura è terapeutica.

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