Il mito delle origini

Il mito delle origini

La pasta è, senz’ombra di dubbio, soprattutto all’estero, l’immagine stessa della cultura italiana, un “segno identitario dell’Italia a tavola”. La pasta: quell’infinito universo di varianti e formati combinato, attraverso le più disparate preparazioni, strettamente locali o più largamente diffuse sul territorio nazionale, con i prodotti più vari per dare innumerevoli risultati. Preparazioni custodite e in gran parte raccolte nei libri di ricette: parola quest’ultima che, sottolinea l’autore, “viene dal latino recipio: prendo (di qua, di là, quello che mi serve) e compongo”. Ma perché proprio la pasta? Perché proprio gli spaghetti al pomodoro, magari conditi con del formaggio parmigiano, rappresentano l’identità di un paese come il nostro? L’autore prova a darcene una spiegazione attraverso un viaggio nel tempo, muovendosi indietro, per trovare le “radici” che hanno reso possibile l’esistenza di questo piatto, e avanti, alla ricerca delle ragioni ambientali che ne giustificano il successo odierno nella nostra cucina. Per far ciò, propone una sorta di “decostruzione storica” del piatto, partendo dai suoi elementi base, gli spaghetti e la salsa di pomodoro, e da altri elementi selezionati che si trovano nella maggior parte delle ricette, quali il parmigiano grattugiato, l’olio di oliva, la cipolla, l’aglio e il basilico…

“È possibile sedersi a tavola di fronte a un piatto di spaghetti al pomodoro e riflettere sul senso delle radici, delle identità, delle origini?”. È quello che lo storico e docente universitario Massimo Montanari, già autore di numerose opere sulla storia dell’alimentazione, propone in questo breve ed interessante saggio, in relazione al piatto che, con i suoi tre colori principali, evoca simbolicamente a chiunque la bandiera italiana. Montanari ci accompagna in un viaggio storico tutt’altro che semplice, attraverso una dettagliata e scrupolosa descrizione dello sviluppo degli ingredienti che, nel corso del tempo, sono entrati a far parte del piatto, così come noi oggi lo immaginiamo e lo gustiamo. Iniziando da Marco Polo e da alcune fake news sulla storia del piatto, evidenziando come la tradizione italiana sia svincolata da quella cinese (che, pur avendo un ruolo di primo piano in fatto di pasta, ha seguito vie proprie indipendenti da quelle occidentali, soprattutto da quelle italiane), l’autore spiega come le origini della pasta si debbano ricercare nelle regioni mediorientali a est del Mediterraneo dove prese avvio la cultura del grano per poi, attraverso un dettagliato percorso nella storia, arrivare agli arabi, che si fecero interpreti e diffusero la pasta secca in modo capillare nelle regioni da essi occupate, tra cui la Sicilia. E da qui allo sviluppo della pasta in tutto lo Stivale il passo è breve… Un interessante ed esaustivo percorso nel corso dei secoli, quello illustrato dallo scrittore, che ci permette di riflettere, e di interrogarci più in generale, sul significato delle parole “identità” e “radici” in maniera diversa da come siamo soliti fare: a partire da un semplice (si fa per dire) piatto di spaghetti al pomodoro.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER