Il monastero delle consolatrici

Il monastero delle consolatrici
Una notte che piove come dio la manda,  Nara Ranucci trova Irina Broasca in un fosso a due chilometri da Villanara, tra l’indifferenza generale. La raccatta bastonata ben bene, ma in modo che gli organi vitali siano salvi, come sanno fare i magnaccia delle prostitute. La ospita in casa e la cura insieme all’adorato figlio Dimes. La ragazza viene integrata nella nuova realtà al di là di qualsiasi pregiudizio. Irina è di una bellezza travolgente; quando esce, anche travestita da uomo, non  può che emanare un fascino conturbante. Nara Ranucci è un’ottima donna, ma le malelingue ne fanno una “puttana”, in realtà dal suo primo rapporto è rimasta incinta di Dimes ma non ha mai voluto sposarsi. In casa viene ospitata anche Bianca, un’altra prostituta. Irina, Bianca, Dimes e un vecchio amico, Silvano, decidono  di aprire un casino con  il nome “Il monastero delle consolatrici” perché non di rado gli uomini cercano le prostitute non solo per pulsione sessuale, ma per trovare parole di consolazione e un sogno da poggiare sul cuscino. E così che Nara va a fare visita all’attrice Angelina, ormai quasi novantenne, ancora bella, ma un tempo un vero splendore. Il passato che Angelina ha a lungo nascosto riemerge con tutta la sua vividezza…
Un romanzo appassionante e delicato, una storia di sentimenti profondissimi che scava dentro l’animo  umano con una delicatezza che commuove mentre insegna che ci può essere in una vita diversa, in cui la dimensione del sentimento autentico vince sulle meschinità delle convenzioni sociali. Pubblicato postumo ad un anno dalla morte dell’autore, è il romanzo a cui egli era più affezionato, quello che raccoglie l’eredità delle sue opere precedenti, quello in cui con  grande perizia stilistica  si intrecciano storie intense, aneddoti, sognando l’amore e un luogo dove vi sia sempre spazio per la speranza, per la consolazione, per la parola umana, pronunciata a bassa voce con tutta la sua intensità. Si crea così una realtà alternativa, “Il monastero delle consolatrici”, in cui circola affettività, sviluppo dell’intelligenza emotiva, conversazione sincera ed amabile che possa ridare forza e dignità a chi nella vita si è perso. In questo romanzo l’unico tempo che conta è quello dell’uomo, si è certi che solo facendo  pace col proprio passato si possa guardare con fiducia al futuro. Una straordinaria forma di religiosità basata sulla solidarietà umana.

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