Il mondo dei desideri

Il mondo dei desideri

Il filosofo si presenta davanti al diavolo, il signore delle tentazioni, dei desideri che si scoprono illusioni, frustrazioni per l’uomo sconvolto da un reiterato accumulare, dall’aumento di stress, dall’intensificarsi dei conflitti. Stato delle cose: disastro. Il filosofo chiede al diavolo di seguirlo in un avventura del pensiero, di dargli continuamente torto e così di passare da un livello all’altro della conversazione, che si farà interessante e problematica, salendo e allargando il proprio orizzonte. Prima di tutto: desiderio. Che parola è? De-siderare, viene dal latino sidera, astri. “Siderare e considerare significava ragionare in termini astrologici, cioè valutare ciò che in un dato momento gli astri consentono di fare. De-siderare, invece, voleva dire: smettere di dipendere dalle potenze astrali”. Ecco che il de-siderare rivela un uscire: dal mondo intorno all’individuo, dallo stato delle cose che, osservato anche per un lucido attimo oltre, in un altrove, si mostra soverchiante, organizzato in diffuse pressioni selettive che ammorbano l’uomo, per il quale è spesso inevitabile con-siderare, conformarsi alla situazione-mondo che lo riguarda come riguarda i gruppi e le collettività alle quali appartiene, per non trovarsi improvvisamente solo, ai margini, fuori dalla convenzione e dell'inerenza: in pericoloso, pericolosissimo movimento di trasgressione

Il dialogo filosofico di Igor Sibaldi si installa in una zona di passaggio tra il mondo-situazione e le pieghe, gli spiragli nei quali alcuni individui scorgono la possibilità di de-siderare, di individuare il sentiero verso ciò che manca loro nel mondo. Mancanza, vuoto in cui costruire. Filologo, Sibaldi gioca sul ribaltamento fecondo di alcune parole chiave, estrapolandole da una bolla di utilizzo usurato e “controllato”. Desiderare: uscire fuori (uscite dal mondo, titolava/indicava Elemire Zolla in un suo saggio); problema come -blema e -pro: ciò che è lanciato avanti. L’individuo che sente di poter abitare il problema, di lanciarsi avanti, prosegue nel cammino di individuazione dei limiti e degli errori e delle inerenze – nei secoli perpetrate in rivestimenti a convinzioni “radicate nella civiltà occidentale” ‒ che ne impediscono il progetto (proiectum) di libertà e autenticità del bambino/pre-imboscate all’intelletto: i meccanismi di difesa, la strategia dell’ignoranza, il senso di colpa, la paura di aver paura di aver paura. Oltre c’è l’immaginazione, e si potrebbe dire che nel dialogo tra Sibaldi e il diavolo si profila ‒ in preziose diramazioni tra filosofia e Scritture – la filosofia dell’immaginazione. Immaginare e così de-siderare. Teoria del ribaltamento: parole, conoscenza, sguardo sul mondo-situazione, sulle apparenze e così su di sé. Ribaltamento: cosa succederà al diavolo-considerato-come-diavolo interlocutore?



 

 

 

 
 
 
 

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