Il mondo perduto

Il mondo perduto

Il matematico Ian Malcolm ha passato sei anni a tenere segreto (e a cercare di dimenticare) il disastro del Jurassic Park. Ma quando gli avvistamenti di misteriose creature simili a dinosauri nell’area del Costa Rica si fanno più frequenti e il paleo-biologo Richard Levine decide di organizzare una spedizione sul posto, anche per verificare le sue innovative teorie sull’estinzione...

Senza dubbio il sequel più atteso (e di conseguenza annunciato) della narrativa degli ultimi decenni dopo il successo planetario di Jurassic park (sia nella versione letteraria che cinematografica), questo romanzo ahinoi fallisce nella peraltro titanica impresa di ricreare la magia del primo mitico capitolo. Le pur interessanti allusioni di Crichton (meno approfondite del solito, per giunta) alle ‘teorie dell’estinzione’ – sottovalutazioni del ruolo del comportamento sociale animale comprese – e alle epidemie di encefalite spongiforme dovute all’abuso di mangimi animali (tema quest’ultimo scottante nei primi anni ’90 a causa di alcuni drammatici fatti di cronaca che ricorderete e del consueto, conseguente bombardamento mediatico poi svanito nel nulla) non riescono a far decollare del tutto un libro che, intendiamoci, se fosse di un esordiente ci farebbe gridare al miracolo, ma venendo dal maestro indiscusso della fiction (fanta)scientifica è complessivamente deludente. Per il resto, abbiamo un cast di protagonisti (fra i quali solo il bizzarro matematico Ian Malcolm reduce dai fasti di Jurassic park) costruito col manuale Cencelli del best-seller: lo scienziato irruento, la ricercatrice romantica e maschiaccio, i cattivoni spietati, due bambini geniacci, e naturalmente tanti dinosauri feroci e scatenati. Interessante davvero invece la procedura narrativa che sembra essere alla base della vicenda de Il mondo perduto: isolare tutti i buchi narrativi, i gap logici, i bloopers del primo capitolo della saga dei dinosauri clonati e dare loro un senso, una spiegazione. Ecco nascere allora l’inquietante fabbrica di cloni di Isla Sorna, un ambiente da incubo sfuggito di mano ai suoi incauti costruttori e sovrappopolato di alcuni tra i più pericolosi predatori che abbiano mai calcato la faccia della terra. Lo sfondo ideale per una interminabile sequenza di azione e brivido lunga 400 pagine che se da una parte inchioda alla poltrona, dall’altra sembra un perfetto escamotage per nascondere sotto il trucco le rughe di una trama un po’ stanca.



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