Il negoziatore

Il negoziatore
New York. Il Natale è alle porte e in città si respira la classica atmosfera di festa. Stephen Hopkins, ex presidente degli Stati Uniti, e sua moglie Caroline stanno trascorrendo la loro annuale serata prenatalizia in un ristorante francese, “L’Arène”, quando qualcosa va storto: la donna ha un malore e, subito dopo essere stata portata in ospedale, muore, probabilmente a causa di un attacco allergico. I funerali dell’ex first lady si trasformano in un vero e proprio evento al quale partecipa un gran numero di persone in vista: politici, musicisti, attori, gente dello spettacolo, sportivi. Nonostante il massimo livello di sicurezza, un gruppo di criminali riesce ad introdursi nella cattedrale di St Patrick e a prendere in ostaggio tutti i vip. Sono spietati e pronti a tutto. Sul posto viene chiamato Michael Bennett, detective nel NYPD ed esperto negoziatore. Spetta a lui il compito di portare avanti le trattative del rilascio degli ostaggi e salvare delle vite, nonostante non stia vivendo un bel momento, dato che sua moglie Maeve è malata di cancro e sta per andarsene, lasciandolo da solo ad accudire i loro dieci figli adottivi. Ma il tempo stringe e Bennett deve mettere da parte i suoi problemi personali, i suoi dolori, per affrontare una situazione difficile, unica nella storia, che potrebbe fare molte vittime illustri sotto i riflettori di tutto il mondo…
Con Il negoziatore James Patterson inaugura una nuova serie, avvalendosi della collaborazione dello scrittore americano di origini irlandesi Michael Ledwidge. Siamo a New York e la vita del protagonista Michael Bennett viene immortalata nel momento più difficile, quello in cui sta per perdere sua moglie Maeve. Bennet è un detective e non può sottrarsi al proprio dovere, per questo non esita quando gli viene affidato un caso plurimo di sequestro, in cui tutta la gente più in vista degli Stati Uniti è in pericolo di vita. È questo il dato che risalta e in qualche modo stona per primo: l’eroismo di un uomo ligio al dovere che, davanti ad una moglie in fin di vita e dieci figli da accudire, sceglie comunque di mettere la propria professionalità al servizio della comunità. Non un classico gradasso da thriller, quindi, ma un uomo come tanti che vive dei propri dolori e del proprio senso del dovere. Ad essere sinceri, però, siamo lontani dai romanzi al fulmicotone ai quali lettori di Patterson sono abituati. Nonostante un finale avvincente, la riflessione sui valori della vita, uno stile asciutto ed essenziale che si dipana in capitoli brevissimi e dà l’idea di un ingranaggio ben oliato, si ha l’impressione di vivere in un’atmosfera ovattata, poco fedele alla realtà. I cattivi sono troppo cattivi; i buoni sono troppo buoni e i vip sequestrati troppo emblema e stereotipo di una americanità ostentata. Per questo Il negoziatore, pur solcando mari conosciuti – celeberrima, ad esempio, l’omonima pellicola (in italiano) con protagonisti Kevin Spacey e Samuel L. Jackson –  e pur rimanendo un romanzo tutto sommato godibile attraverso una lettura veloce, non decolla se non in un finale che, come si è detto, con un colpo di coda sorprende all’ultimo istante di una lettura che, altrimenti, sarebbe stata evitabilissima.  

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