Il numero uno

Il numero uno

Il cliente low cost generalmente appartiene a una fascia di reddito medio-bassa o è addirittura disoccupato. Non rinuncia a uno sfizio, ma le sue risorse sono comunque limitate. D’altronde quanti disoccupati fumano, bevono e vanno al Bingo? Spesso chi è miserabile è destinato a restare tale proprio perché non contempla l’idea del risparmio e non assegna al denaro il giusto valore e il rispetto che esso meriterebbe. Il cliente low cost può essere anche studente, ragazzino curioso, a cui accordo un prezzo basso perché so che con un prezzo più alto perderei l’affare. Il cliente low cost è dunque un cliente che comunque non andrebbe da un escort a prezzo pieno perché non può permetterselo o, in alcuni casi, perché non interessato a un servizio completo o di lusso. Il lusso è sempre la situazione psicologica che Francesco offre e non è costituito dalla sua fisicità che, certamente, dice lui stesso, non è tra le più “lussuose” sulla piazza. Ma eccetera eccetera: ha già detto. La marchetta low cost è l’outlet della marchetta. Per non compromettere e per non svalutare il vendibile, tale servizio non viene pubblicizzato a suo nome e gli annunci relativi a tali servizi vengono messi con foto false e numeri di telefono appositi che restano spenti nel momento in cui ha lavoro di qualità, a differenza dai telefoni ufficiali sempre accesi giorno e notte. Il cliente low cost, siccome spende poco, non si lamenterà, o addirittura non si accorgerà della mancata corrispondenza delle foto perché cerca un compiacimento estemporaneo a poco prezzo. Un po’ come chi acquista l’imitazione di un profumo francese: l’aroma di base è simile, ma la concentrazione è inferiore e la persistenza diminuisce subito. Per loro, quindi, uno vale l’altro. Oppure si tratta talvolta anche di clienti che vogliono solo leccare o annusare piedi o praticare esclusivamente la masturbazione, perché magari ancora gay repressi o ipocondriaci…

Francesco Mangiacapra ha una laurea in Giurisprudenza. Appena finita l’università ha cominciato a lavorare in uno studio legale. La classica gavetta fatta di fotocopie e caffè, orari impossibili, stipendio – è offensivo definirlo così – letteralmente da fame, frustrazioni, vessazioni e umiliazioni. Una mortificazione vera e propria, insomma. Così, un giorno, in chat, gli capita quella che lui reputa a posteriori l’occasione della sua vita, la chiave di volta, l’inizio di tutto: un uomo è disposto a offrirgli dei soldi per avere un rapporto sessuale con lui. Dopo il primo incontro il passo appare in fondo breve: pubblica un annuncio su Internet in cui dimostra di saper mettere anche quattro parole in croce, comincia ad affinare tutta una serie di strategie per distinguersi dall’agguerrita concorrenza, mantiene sempre la testa sulle spalle, affronta l’impegno con lo stesso spirito con cui con ogni evidenza si rapporterebbe a un investimento a breve-medio termine e in non troppo tempo riesce laddove la stragrande maggioranza dei ragazzi della sua generazione falliscono. Ottiene un’indipendenza economica, si compra casa, fa quello che vuole. Però prostituendosi. Facendo di sé un prodotto di consumo, per repressi, vecchi, perversi, preti, militari, giovani, brutti, belli, mariti (con mogli compiacenti, si direbbe, perché davvero pare impossibile che una donna possa non accorgersi che al suo uomo piacciono anche i maschi), padri di famiglia, persone con disabilità: per giunta non restando nell’anonimato (non potrebbe mantenerlo al livello a cui è arrivato: è il più pagato, il più richiesto) ma avvalendosi abbondantemente della pubblicità. Il che mette evidentemente a rischio le possibilità di crearsi un rapporto di coppia stabile, e può creare imbarazzo con parenti e amici… Il linguaggio è di brutale schiettezza, il racconto è impregnato di autenticità in cui non c’è moralismo né orgoglio né tentativi di autoassoluzione, ma autostima e sicurezza di sé: Mangiacapra, nello scorrevolissimo e ben scritto volume dal tono assertivo cui ha collaborato anche il drammaturgo, regista e scrittore Mario Gelardi (la prefazione invece è di Pino Strabioli) spiega perché si reputa ed è reputato il numero uno nel suo campo.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER