Il Nuovo Abbecedario russo

Il Nuovo Abbecedario russo
Quando le hanno regalato il primo collant, uno dei simboli della civiltà occidentale, l’autrice lo ha gettato senza esitazione nello stagno in mezzo alle anatre. Devono aver reagito così anche i contadini russi nel Settecento, quando Caterina impose loro la patata. E come loro, anche l’autrice è stata punita e costretta a ripescare il collant e a utilizzarlo, da quel momento in poi… Sul dilemma morale tra chi è a favore e chi contro l’utilizzo della pelliccia (“non è commovente vedere come l’uomo tenti di proteggersi con la pelle di creature ancora più indifese di lui?”), l’autrice ha realizzato per la radio un’intervista: chiedeva ai passanti impellicciati se provassero un po’ di pena per l’animale che portavano addosso. Una signora le risponde: “E lei, non prova un po’ di pietà per il suo acrilico?”, con una schiettezza tale che sì, anche l’acrilico faceva inevitabilmente pena… 
E così di lettera in lettera, questo Nuovo Abbecedario russo svela le tradizioni, la mentalità, le abitudini della Russia sovietica e postsovietica, partendo da un dettaglio solo apparentemente trascurabile, che in realtà ha molto da dire. Prendiamo il caso dell’aringa sotto sale: come si può non amarla? Immancabile a Natale e ai pranzi domenicali, rappresenta degnamente il Paese: “È come la Patria. È lì per essere amata”. E sono tanti anche i racconti legati al cibo, in quanto elemento essenziale all’identità nazionale (scopriamo inoltre che noi italiani non siamo gli unici che potrebbero scriverne pagine e pagine…). Katia Metelizza si destreggia abilmente tra lo sketch, il racconto diaristico, e il saggio, in ventisei racconti dallo stile fresco, ironico, immediato. Finalmente un libro in cui non si parla di epoca sovietica con toni nostalgici o patetici; finalmente il lettore può sorridere di questi temi. Bella la copertina, in cui la falce del noto simbolo è stata sostituita addirittura dal baffo della Nike! Lodevoli le scelte per la grafica, la carta, la rilegatura (nessun rischio di perdere le pagine!) per questo titolo che inaugura una nuova collana, Bookclub, di una casa editrice giovane e promettente,  66thand2nd.

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